No al taglio dell'italiano al Politecnico!

Esperanto Radikala Asocio onlus Human rights

The story

Con i forconi* al Politecnico di Milano perché l'italiano non deve fare la fine del tibetano. Condannato a morte l'italiano al politecnico di Milano dove non s'insegnerà più in italiano bensì in inglese. Comincia da un'università statale il genocidio linguistico degli italiani.
Non possiamo permettere che italiani facciano contro gli stessi italiani ciò che i cinesi fanno contro i tibetani o gli uiguri per distruggere le loro culture.
La sottomissione linguistica del Retoore del PoliMi e di chi lo sostiene non può e non deve essere condivisa.
La questione è ragion di Stato.
Nessun popolo anglosassone utilizza un'altra lingua per formare i propri studenti anzi, dal 2004 la Gran Bretagna ha abolito lo studio di qualsiasi lingua straniera.
Far studiare i nostri giovani solo in inglese, in una lingua a bassa definizione, com'è per forza di cose qualsiasi lingua che non sia la propria, porta ad uno scadimento della formazione stessa.
Così lo Stato, ma anche gli studenti, avranno da un’Università statale un doppio danno: una formazione scadente (e gli studenti di oggi già ce l'anno da quando si è passati al 3+2) e, insieme, ingegneri, architetti, disegnatori industriali di bassa qualità e privi del lessico professionale italiano atto a comunicare con connazionali e amministrazioni.
Il mercato di cui parla Azzone è lo stesso che oggi attacca l'Euro perché insidia il dollaro come moneta degli scambi internazionali.
In barba a tutte le raccomandazioni del Consiglio Europeo in materia di multilinguismo, in barba ai 150 anni dell’Unità d’Italia, in barba all'articolo 3 della Costituzione Italiana, in barba alla lingua ed al futuro delle generazioni italiane, il Politecnico di Milano, con il benestare del Ministro Profumo, non intende più utilizzare la lingua italiana nei suoi Corsi di Laurea Magistrale che saranno solo ed esclusivamente in lingua inglese.
Insomma è la secessione. Come se al Polietcnico s'insediasse e si formasse una comunità asservita all'inglese e che rifiuta la lingua degli italiani. Qualcosa che nemmeno nella Francia occupata dai nazisti e con un governo fantoccio come quello delle Repubblica di Vichy era potuta succedere.
Per questo ci troveremo mercoledì 20 giugno alle ore 10 di fronte al Politecnico di Milano, per protestare contro questo provvedimento linguicida, che costringe gli studenti italiani a studiare per poi cercare lavoro all'estero, che distrugge la futura classe dirigente italiana e con essa la cultura italiana.
Gli stessi professori e ricercatori del Politecnico hanno scritto un appello pubblico per dichiarare la loro contrario alla svendita del patrimonio culturale italiano:
Anche insieme a loro manifesteremo il 20 giugno alle ore 10.

Aiutaci a sostenere le spese di viaggio e di materiali (volantini, striscioni, cartelloni) per questa manifestazione in difesa della lingua italiana e per la democrazia linguistica.


Prenota il tuo forcone*!


*Gonfiabile.
www.democrazialinguistica.it