A SALVAGUARDIA DELLA TERRA

Barbara Lazzari Ambiente & Ecologia

The story

PER FERMARE LE SPECULAZIONI

 

COSA STA SUCCEDENDO IN PUGLIA?

Da oltre 5 anni la cosiddetta emergenza Xylella sta diventando il pretesto per abbattere ulivi autoctoni, plurisecolari e MILLENARI, allo scopo di accaparrarsi i terreni dei piccoli proprietari e sfruttare i beni comuni come suolo e acqua, distruggendo così il paesaggio, il territorio e l’identità dei pugliesi. A farne le spese milioni di cittadini e un Paese intero che si vede depredato di un tassello prezioso della propria storia e del proprio patrimonio culturale, paesaggistico, economico e agricolo. Numerosi esperti, professori, scienziati e agricoltori, nonché tantissimi cittadini, associazioni e organizzazioni, hanno deciso coraggiosamente e consapevolmente di denunciare quanto sta accadendo e portare alla luce una verità da sempre osteggiata perché scomoda ai troppi interessi, meramente speculativi, in gioco.

Nel 2013 viene ufficializzata la presenza del batterio da quarantena Xylella fastidiosa nel territorio salentino. La Regione Puglia delibera misure di emergenza per l’eradicazione di Xylella fastidiosa (DRG 2023/2013), senza evidenza scientifica circa la patogenicità del batterio nei confronti dell’olivo e l’efficacia di queste misure.

Nel 2014 la Regione Puglia ha chiesto e ottenuto dal Governo nazionale lo Stato di Emergenza per ragioni fitosanitarie (prima volta in Italia) con la nomina di un Commissario Straordinario che ha presentato un Piano che recepiva le decisioni regionali, poi confermate dalla Commissione Europea e dal Decreto Ministeriale 13/02/2018 (che ha reso anche obbligatorio l’utilizzo di pesticidi neurotossici). Il Decreto “Martina”, tutt’ora in vigore, prevede: l’abbattimento di piante di olivo infette (e non); l’utilizzo diffuso di pesticidi; il divieto di reimpianto di piante ospiti, oltre a tutte le varietà autoctone di olivo, del batterio Xylella fastidiosa (come: alloro, oleandro, ciliegio, mandorlo, albicocco, susino, pesco, noce, fico, lavanda, origano, mirto, fragola, salvia, sorgo, fava, rape, broccoli, cavoli, pomodoro, melanzana e diverse piante forestali tipiche della macchia Mediterranea).

Nel 2015, il Commissario per l’Emergenza (tutt’ora indagato insieme ad altre nove persone, fra cui funzionari regionali, dalla Procura di Lecce) dichiarava 1.000.000 di ulivi infetti ma i casi positivi (su 45.967 campioni prelevati in Puglia a giugno 2015) erano 612, pari all’1,9%.

Nel 2018, le Associazioni di categoria dichiaravano 10.000.000 di piante infette, i giornali titolavano “moria a ritmo choc” mentre il 4 aprile la Regione comunicava “nessun boom di piante infette”: al 23/03/2018, su 169.124 campioni analizzati, solo 3.058 piante infette, pari a 1,8%.

Le audizioni alla Camera dei Deputati (http://www.camera.it/leg18/1132?shadow_primapagina=8052) , terminate a novembre 2018, hanno dimostrato che solo una esigua minoranza all’interno del mondo accademico sostiene la teoria del “batterio killer”, mentre la maggior parte dei ricercatori auditi sostengono che il fenomeno del disseccamento dell’olivo osservato in Salento, sia dovuto a una serie di concause quali criticità ambientali, eccessivo uso di erbicidi, abbandono delle colture, diversi tipi di agenti patogeni (in particolare funghi e insetti) e impoverimento del suolo. In ogni caso, molti sono gli interrogativi che restano aperti (https://www.youtube.com/watch?v=IUBWAPxZGD8)

COSA SI STA FACENDO NEL CAMPO DELLA RICERCA?

Diverse sperimentazioni empiriche e scientifiche, anche finanziate dalla Regione Puglia a partire dal 2016, dimostrano che non solo è possibile convivere con il batterio Xylella fastidiosa ma che alberi completamente disseccati, a prescindere o meno dalla presenza del batterio, possono tornare a vegetare e produrre (http://www.fupress.net/index.php/pm/article/viewFile/21985/20784 ; http://www.silecc.it/). Ma non solo. Da oltre un mese, giorno e notte, portiamo avanti un presidio permanente all’ulivo di Cisternino (Br) in contrada Termetrio, che vi invitiamo a visitare. Nella giornata di lunedì 14 gennaio 2019, però, l’ulivo è stato abbattuto con modalità da blitz. Alcune persone, presunti tecnici dell’ARIF, sono entrate (al buio e sotto la pioggia battente) nel terreno non dall’ingresso principale ma dal “retro”, attraverso altri terreni. Inoltre, l’albero, contrariamente a quanto previsto dalle procedure di eradicazione, non è stato estirpato e i rami e le foglie della pianta non sono stati bruciati in loco; i tecnici (!?), invece, hanno tagliato con motoseghe i rami e l’albero lasciandoli poi sul terreno, una pratica molto insolita nella lotta al batterio… E questo accadeva nonostante il terreno di contrada Termetrio fosse stato acquisito in comodato d’uso dal senatore Lello Ciampolillo ed eletto a residenza parlamentare (https://www.facebook.com/cosate). Così, appena la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta disponendo il sequestro dell’ulivo infetto di Monopoli (http://www.ansa.it/puglia/notizie/2019/01/14/xylellaulivo-sequestrato-a-monopoli_0e887783-8731-4d50-b933-7cb77f6b4673.html), qualcuno ha deciso di eliminare un testimone scomodo che dimostrava che con la Xyella si può convivere, visto che non presentava nessun sintomo di disseccamento.

Infatti, l’albero dichiarato “infetto” nel 2017 dal servizio fitosanitario regionale, a oggi non mostra alcun segno di disseccamento, smentendo clamorosamente le previsioni degli “scienziati” della Regione Puglia e dimostrando l’infondatezza della correlazione tra Xyella fastidiosa e disseccamento, disseccamento e morte degli ulivi, Xylella e morte degli ulivi. Perché la Regione Puglia ha voluto ostinatamente e forzatamente abbattere questo olivo, nonostante fosse in ottima salute?

Un testimone è stato abbattuto ma numerosi altri restano. Si tratta degli ulivi e piante ospiti presenti nel terreno, vivi e vegeti, sani e produttivi che, nonostante la presenza da circa due anni della pianta dichiarata infetta, non sono state contagiate.

Pertanto, il Presidio continua con l’obiettivo di far diventare il campo in questione un campo sperimentale di buone pratiche agricole.

COSA SUCCEDERA’ CON LA DELIBERA 1890/2018?

Tutto ciò avrebbe dovuto rimettere in discussione la gestione del fenomeno, valutando l’adozione di strategie di convivenza che mirano a rafforzare le resistenze tipiche dell’olivo, che gli consento di vivere per millenni.

Al contrario, la giunta regionale ha approvato il 24 ottobre scorso la "Delibera 1890/2018" che rende ancora più semplice la distruzione di un numero sempre maggiore di ulivi nel territorio pugliese (alcuni dei quali plurisecolari), nonché l’adozione di pratiche fitosanitarie fortemente impattanti sulla biodiversità, sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e su quella dei consumatori che si ciberanno dei frutti di questa terra.

La Delibera in questione consente, infatti, l’individuazione di piante “infette” tramite test di laboratorio considerati poco affidabili (a detta degli stessi istituti di ricerca che hanno il monopolio delle analisi) e, nella zona infetta, tramite una semplice “ispezione visiva”! Una presa in giro senza precedenti, contraria anche a quanto previsto dal Decreto Martina nel quale è scritto chiaramente che la presenza del batterio deve essere “verificata mediante un’analisi e, in caso di risultato positivo, essa è individuata effettuando, conformemente alle norme internazionali, almeno un’analisi molecolare positiva” (art. 4, comma 7).

Ovviamente continua a non essere data la possibilità ai proprietari degli alberi di eseguire contro-analisi. Ma non solo. I suddetti proprietari non potranno sapere neanche quando e perché verranno tagliati i loro alberi in quanto la nuova legge prevede che l’abbattimento delle piante non sia più notificato ai proprietari, ma semplicemente pubblicato attraverso un avviso nell’albo pretorio. Alla faccia della nostra Costituzione, della proprietà privata e del diritto di essere informati!

COME SOSTENERE IL COMITATO IN DIFESA DEL TERRITORIO E DEGLI ULIVI

Se è vero che l’ulivo è il simbolo della regione Puglia è anche vero che il problema non è circoscritto, come potrebbe apparire, alla singola regione. Come recentemente ha affermato il Prof. Alberto Lucarelli, professore Ordinario di Diritto Costituzionale all'Università di Napoli Federico II, il caso xylella è paradigmatico del percorso dell’agricoltura nei nostri tempi. Distruzione dei piccoli contadini a favore del paradigma chimico delle grandi multinazionali. Una nuova forma di land grabbing, ovvero l’accaparramento delle terre, per mezzo di imposizioni di legge, raggiri e corruzione. Tutto a danno delle comunità locali e di un prodotto di eccellenza italiano che verrà rimpiazzato da una miscela standard sotto l’etichetta di olio comunitario!

La riconversione a una agricoltura ecosostenibile e la tutela dell'inestimabile patrimonio degli ulivi di Puglia sono una risposta concreta a un problema più che mai globale: la speculazione e l’accaparramento delle nostre terre e dei beni comuni.

Per questo chiediamo la condivisione del percorso a salva-guardia del nostro territorio e della Terra a cui tutti apparteniamo anche attraverso una raccolta fondi da impiegare per:

- le azioni legali, necessarie a contrastare questa Delibera,

- le sperimentazioni scientifiche negli oliveti tradizionali che sono una dimostrazione vivente dell’infondatezza dell’emergenza Xylella, a partire dagli ulivi secolari di Cisternino (Brindisi), vivi e vegeti più che mai, nonostante a stretto contatto con l’ulivo risultato infetto da Xylella da più di due anni e abbattuto con modalità a dir poco dubbie solo lo scorso 14 gennaio.

 

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foto di Achille Scardia, Gianni Golia e Alfonso Miceli