aA29 Seven Artists for a Sustainable World

aA29 Project Room Beni culturali

The story

 

 

aA29 Seven Artists for a Sustainable World

È un progetto artistico realizzato da aA29 Project Room in collaborazione con Mirabilia con l'obiettivo di raccogliere dei fondi (5 milioni di euro in 60 mesi), attraverso la campagna di crowdfunding, per promuovere, sostenere e valorizzare il lavoro di un gruppo selezionato di 7 artisti di prestigio nazionale e internazionale, con ampi margini di crescita sia dal punto di vista della ricerca che del valore economico delle loro opere.

aA29 Project Room prende il nome dal piccolo asteroide 2002 AA29 co-orbitante con la Terra che si pensa possa essersi formato dallo scontro tra la Terra e Theia, pianeta che, secondo la teoria dell’impatto gigante, avrebbe colliso con la Terra, dando origine poi alla Luna. Anche aA29 nasce dallo scontro-incontro con diverse entità del mondo dell’arte contemporanea dalla quale attinge, pur seguendo la propria orbita e osservando la realtà da angolazioni nuove e diverse. Si articola in due gallerie a Milano e Caserta: spazi multifunzionali, creati per promuovere, con mostre, progetti site-specific e residenze, diverse forme di sperimentazione. Nasce con un indirizzo socio-politico, per estendere il suo raggio d’azione a un terreno di ricerca più ampio, che esplora differenti possibilità di dialogo e di interazione con l’altro, con l’intento di decostruire alcuni fondamenti del pensiero dominante. aA29 Project Room sostiene ricerche sensibili alla questione ecologica e ambientale, che generano nuove possibilità di incontro e connessione tra i viventi. Gli artisti con cui collabora indagano delle condizioni liminari e dicotomiche tra l’essere umano e l’animale, il naturale e l’artificiale, il sacro e il profano, l’abitato e l’inabitato e sviluppano dei progetti nei quali, con azioni partecipative, viene coinvolto il pubblico, per l’affermazione di una coscienza collettiva che immagina degli scenari alternativi per il futuro.

aA29 promuove anche la collaborazione con importanti università italiane ed estere come l’Università Ca’ Foscari di Venezia, la NYU (New York University) - Tandon School of Engineering di New York, Il DAMS di Bologna per la realizzazione di performance e l’organizzazione di dibattiti, talk e workshop con gli studenti, che sviluppano - tra gli altri - i temi relativi alla rigenerazione urbana e all’alterità animale.

La ricerca degli artisti affronta anche le seguenti tematiche:

- Sostenibilità ambientale

- Interconnessione tra i viventi

- Biocentrism

- Alterità animale

- Relazione essere umano - natura

- Multinaturalismo

- Utopie possibili

- Capitalismo e globalizzazione

 

JOMPET KUSWIDANANTO

Jompet Kuswidananto ha studiato comunicazione all’Università Gadjah Mada di Yogyakarta. Originariamente formatosi come musicista, l’artista si è successivamente dedicato alle arti visive, continuando a lavorare all’interno della comunità artistica locale di Yogyakata. Dal 1998 e fino ad oggi ha lavorato con “Teater Garasi”: un collettivo multidisciplinare di artisti. Jompet lavora con diversi media: installazione, video, suono, performance e teatro. Le sue opere esplorano la storia indonesiana e i problemi della vita contemporanea in un mondo globalizzato. La sua pratica indaga questioni legate alla politica, al colonialismo, al potere e alla mobilitazione di massa nel contesto della post-riforma in Indonesia. Nel 2014 Jompet ha ricevuto un riconoscimento prestigioso per artisti asiatici emergenti: il Prudential Eye Award. L’artista ha inoltre partecipato a importanti mostre nazionali e internazionali, tra cui la Triennale di Yokohama, 2008; Beyond the Dutch, Centraal Museum Utrecht, 2009; 10th Biennale di Lione, 2009; Indonesian – Eye, Saatchi Gallery, Londra, 2011; Phantoms of Asia, Asian Art Museum, San Francisco, 2012; Taboo, Museum of Contemporary Art, Sydney; 2012; RALLY: Contemporary Indonesian Art –¬ Jompet Kuswidananto & Eko Nugroho, National Gallery of Victoria, Melbourne, 2012; Taipei Biennale, 2012; Asian Anarchy Alliance, Tokyo Wonder Site, Tokyo, 2012; Asian Art Biennale, Taiwan, 2015 e Order and After, Sonica Festival, Glasgow, 2015. Tra le mostre personali si enumerano Java’s Machine: Phantasmagoria, Osage Gallery, Singapore e Hong Kong, 2009 e 2010; Third Realm, Para-site Art Space, Hong Kong 2010; Third Realm, progetto site-specific per Gervasuti Foundation, 54th Biennale di Venezia, 2011; On Asphalt, Nanzuka Underground, Tokyo e Project Fulfil Art Space, Taipei, 2012; Grand Parade, Tropenmuseum, Amsterdam, 2014; After Voices, Sherman Contemporary Art Foundation, Sydney e On Paradise, MAC’s Grand Hornu, Belgio (2017-2018).

 

ISABELLA PERS

I temi della ricerca di Isabella Pers sono l’osservazione e le connessioni tra gli ecosistemi naturali, sociali, e culturali, l’impatto del dominio antropocentrico sulla vita del pianeta e le trasformazioni del nostro tempo. Le sue azioni collettive, in particolare, sono rivolte ad indagare processi cognitivi che aspirano alla simbiosi tra i viventi e gli altri elementi naturali, analizzando le dinamiche sociali che caratterizzano le scelte della nostra specie ed immaginando visioni inedite tramite l’incontro tra diverse percezioni. Negli ultimi anni sta lavorando sulla memoria dell’acqua e delle piante, e su come l’azione umana possa interagire in maniera simbiotica con questi percorsi. È co-ideatrice, insieme alla sorella Tiziana, del metaprogetto RAVE East Village Artist Residency (www.raveresidency.com). Le sue opere sono state presentate in diversi contesti, tra cui: Arkad / Manifesta 13 Marseille, Libere Tutte, Casa Testori, Novate Milanese; Sustainable Art Projects Caught on Video, EDRA50 Brooklyn, New York University; Bordercrossing, Manifesta 12 Palermo; Nestx@TheIndependent, Museo MAXXI Roma; Biennale dell’Architettura di Seoul; The Next Flow, aA29 Project Room Milano; One Night Stand Gallery, Sofia; PAC Milano; PAV Torino, 54. ed e.c. 53. Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Villa Manin, Passariano, New York Public Library, Zentral Bibliothek Zurich, ADN Gallery, New York, Palazzo Reale di Napoli, Miami-Dade Public Library, Miami, Museo MADRE, Napoli, National Library Buenos Aires, Ezair gallery, New York, Whitechapel Gallery Londra. Ha tenuto conferenze in diverse università e musei, in Italia e all’estero.

 

TIZIANA PERS

Ha studiato Lingue e Letterature Straniere, con un dottorato di ricerca in letterature comparate all’Università dei Udine. Concentra la sua ricerca sui temi del biocentrismo e dei parallelismi tra le diverse forme di dominio. Lavora con differenti media: azioni pubbliche performative, installazioni, sculture, fotografie, video, disegno e pittura. Co-ideatrice e direttrice artistica del metaprogetto RAVE East Village Artist Residency, ha collaborato con filosofi, poeti e storici dell’arte in differenti pubblicazioni. Tra le altre: Animot 1: Jackie D, curato da L. Caffo e M. Ferraris; Margini dell’umanità. Animalità e ontologia sociale. L. Caffo; Elephant Woman Song, con N. Molebatsi e Animality in Contemporary Italian Philosophy curato da F. Cimatti. Tra gli ultimi eventi: Arkad / MANIFESTA13, Marseille; Contrappunto, Museo Casa Cavazzini, Udine; Ex Machina, Scicli; CAPUT CAPITIS a cura di P. Gaglianò e G. Galati con un testo di G. Scardi, aA29 Project Room Milano/Caserta; Ex Wunderkammern, doppia personale con Regina Josè Galindo, Museo Nazionale di Storia Naturale, Sofia (BG). Sue opere e perfomance sono state presentate in numerosi musei ed istituzioni. Tra questi: Ludwig Museum of Contemporary Art, Budapest; Nestx@TheIndependent, Museo MAXXI, Roma; Sustainable Art Projects Caught on Video, EDRA50 Brooklyn, NYU; BorderCrossing e.c. MANIFESTA12, Palermo; Seoul Biennale of Architecture and Urbanism; Musée de la Chasse et de la Nature, Parigi; PAV Padiglione Arte Vivente Torino; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; Italian Market Hong Kong; Prix-Pictet Palais De Tokyo Parigi; Old Police Station, Londra; 53. Biennale di Venezia e.c.; Novosibirsk State Art Museum, Russia; N.Est Project Room Museo MADRE Napoli. Ha tenuto conferenze e lectures in numerose università e istituzioni, tra cui: Museo MAXXI Roma, Politecnico di Milano, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea Milano, NABA Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, École nationale supérieure d'arts de Paris-Cergy.

 

MATILDE SAMBO

È laureata in Arti Visive allo IUAV di Venezia. Lavora con diversi linguaggi artistici tra cui la scultura, il video, la performance e il suono. Attraverso la sua ricerca l’artista esplora le relazioni tra mondo naturale e uomo, tra istinto e razionalità, tra totalità e frammento. I materiali che utilizza, sia per le sculture che per le performance, sono quasi sempre organici, soggetti all’azione del tempo, in continua trasformazione e mutamento. Il corpo è un elemento da cui si dirama una riflessione sul limite, la tensione e la potenza intrinseca, portando a vedere nella Natura l’esempio da seguire per mantenere gli equilibri tra elementi apparentemente opposti, capaci di diventare un tutt’uno. Ha partecipato a residenze e simposi artistici nazionali e internazionali come VIR, Via Farini - In Residence, Milano (2017-2018), Collective Signatures, Formentera - Spagna (2018), BoCs Art, Cosenza (2019) e il Simposio sul bronzo presso la Csongrád Art Colony, Csongrád - Ungheria (2021). In ambito musicale e performativo è stata invece ospite, tra gli altri, al Festival Angelica, Teatro San Leonardo, Bologna; Pasinger Fabrik, Monaco; Argo 16, Venezia e Radio Raheem, Milano. Dal 2019 collabora con la Fonderia Artistica Battaglia di Milano.

 

GIOVANNI SCOTTI

Si è diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli e ha frequentato il Master in Photography & Visual Design alla NABA di Milano. Lavora con diversi media tra cui la fotografia, l'installazione, la performance e il video. Tra le indagini portate avanti vi è quella sul bene pubblico da riqualificare e sul “controspazio”, come spazio a-convenzionale, dove la dialettica tra cittadini e territorio acquisisce un senso nuovo. Nel 2018 partecipa alla Triennale #6 Photographie et Architecture in Belgio e viene selezionato tra gli autori della prima Open Call del Getxo International Image Festival in Spagna. Nel 2019 espone per la prima volta la serie fotografica dedicata all’ex base NATO di Bagnoli, bene pubblico da restituire ai cittadini, con la mostra Cinnamon Heart: Peepshow alla galleria aA29 Project Room di Caserta. Lo stesso progetto viene presentato alla New York University, durante il convegno sulla sostenibilità urbana EDRA50 Brooklyn (2019). A partire dalle fotografie dell’ex base NATO l’artista fonda Innobiliare Sud Ovest, agenzia immobiliare fittizia che mette in vendita beni comuni che apparterrebbero già ai cittadini. Una sede dell’agenzia viene aperta al Parco Divertimenti di Edenlandia (Napoli) a metà tra realtà e finzione (2020). Il progetto ha ricevuto il matronato del Museo MADRE di Napoli. Dal 2014 l’artista è parte attiva del progetto fotografico Presente Infinito.

 

KYLE THOMPSON

È un artista visuale e un fotografo. Attualmente vive e lavora a Portland, Oregon (USA). Ha iniziato a fotografare all’età di diciannove anni, dopo aver trovato interesse per le case abbandonate nei dintorni della sua città. Il suo lavoro è principalmente composto da autoritratti che scatta usando un timer, muovendosi lentamente di fronte all’obiettivo come se fosse una performance in solitaria, senza pubblico. Le sue fotografie racchiudono una narrazione effimera, una trama inesistente che vive solo per quel determinato istante. Nel 2019 ha pubblicato il catalogo “Sinking Ship”, una serie di fotografie di ghost towns tra l’Oregon, il Midwest americano e il Saskatchewan, in cui rivela una natura incontaminata e selvaggia, che si riappropria degli spazi a discapito dell’essere umano che è quasi o del tutto assente. Le opere di Thompson sono state esposte in musei e gallerie americane e internazionali quali Chabram Centre d’Art Contemporain, Parigi, Francia (2013); Centro Cultural Banco do Brasil, Rio De Janeiro, Brasile (2014); One Grand Gallery, Portland, USA (2015); Opiom Gallery, Parigi, Francia (2016-2017); Reggia di Caserta, Caserta (2018). Numerose le pubblicazioni su riviste internazionali tra cui EXIT Urban Magazine; Made in Mind; Espoarte; Frontrunner Magazine, NSS Magazine, National Geographic, Vogue Italia, Hi-Fructose e The Huffington Post. Nel 2012 e 2015 due fotografie dell’artista sono state scelte da Vogue Italia come “Pic of the day”. Nel 2019, invece, è stato scelto da Netflix come uno dei fotografi sul set della serie THE OA: Part II.

 

SASHA VINCI

Sasha Vinci (1980) vive a Scicli, in Sicilia. Il fondamento della sua ricerca è la continua sperimentazione di differenti linguaggi artistici. Performance, scultura, disegno, pittura, scrittura, musica sono espressioni che l’artista utilizza per creare opere da cui emerge un pensiero libero che si interroga sulle problematiche dell’esistente, per giungere a una visione ampia e plurale. Da qualche anno porta avanti la ricerca sul “Multinaturalismo”, un’utopia possibile che fonde insieme diversi elementi appartenenti al mondo naturale e dell’essere umano. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze (2005), dal 2012 al 2018 Vinci collabora con Maria Grazia Galesi creando il duo Vinci/Galesi, con cui realizza Trilogia del possibile, un progetto di arte pubblica e sociale. Nel 2008 fonda SITE SPECIFIC (www.sitespecific.it), realtà indipendente gestita dall’Associazione Culturale non-profit PASS/O, progetto che trasforma la città di Scicli in un Teatro Vivo, in cui la creatività contemporanea può abitare ed esistere. Nel 2017 vince il Sustainable Art Prize, indetto dall’Università Ca’ Foscari Venezia, in collaborazione con ArtVerona. Nel 2019 Vinci è selezionato per partecipare alla terza edizione del GRAND TOUR D’ITALIE, un progetto ideato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea – MiC. Nel 2020 vince il concorso Creazione Contemporanea & Museo Verde – Wooden Renaissance, a site-specific growth indetto dalla Reggia di Caserta in collaborazione con il MiC, per realizzare un’opera site-specific all’interno del Parco Reale della Reggia. Le opere dell’artista sono state, inoltre, presentate ed esposte in musei, spazi no profit, biennali, rassegne artistiche, università e teatri nazionali e internazionali: Reggia di Caserta; MACRO - Roma; Manifesta12 - Palermo; Villa D’Este - Tivoli; FuturDome - Milano; Centro Culturale La Mercè, Girona-Barcellona; Università Ca’ Foscari - Venezia; NYU School of Engineering - New York; Art Centre dell’Università di Silpakorn - Bangkok; Teatro La Fenice - Venezia.