The story

english version below

 

Waseem è un giovane studente palestinese, cresciuto in una famiglia semplice e unita di otto persone. Suo padre, con anni di sacrifici, era riuscito a comprare e ristrutturare una casa nel sud della Striscia di Gaza: il frutto di lavoro, rinunce e sogni condivisi.

Dal 7 ottobre la loro esistenza è stata stravolta. La casa è stata bombardata, la vita quotidiana distrutta. Waseem ha vissuto il trauma di stringere tra le braccia un parente morente, davanti a quella che un tempo era la porta di casa. Da allora per lui e la sua famiglia è iniziata una fuga senza fine, con in tasca solo pochi risparmi e nel cuore la paura costante. Sopravvivere a Gaza oggi significa affrontare l’impossibile: bombardamenti, fame, sete, mancanza di medicine.

Accanto alla sua voce si aggiunge quella di Soojood, una giovane studentessa. Prima della guerra viveva una vita semplice e serena: la scuola, gli studi universitari, una famiglia che la sosteneva. Ma con l’inizio del conflitto ha perso tutto: due case, un’auto, persone care. Suo padre è anziano e non lavora, sua madre era l’unico sostegno, ma lo stipendio si è fermato. Ora Soojood è sfollata, senza risorse, costretta ad evacuare verso sud senza avere neppure i soldi per il viaggio o per una tenda che la ripari.

Le storie di Waseem e Soojood sono diverse ma unite dalla stessa tragedia: giovani vite spezzate, famiglie ridotte all’incertezza, il futuro appeso a un filo.

Io sono Francesca Pacelli ed ho conosciuto personalmente i due ragazzi. Trascorro le mie notti aspettando che ogni giorno mi mandino segnali di vita.

Visto che ogni giorno che passa è un giorno di sofferenza in più metto la mia persona, la mia faccia e la mia voce come garanzia che i soldi raccolti andranno davvero nelle mani di Waseem e di Soojood. Con loro condivido ogni giorno il peso della guerra e la speranza di poter ancora credere nella vita. 

Ho aperto questa campagna sul profilo di mia figlia a maggior garanzia per i sostenitori. Qui abbiamo già fatto altre due campagne.

La situazione a Gaza si aggrava di giorno in giorno: gli scenari sono apocalittici, le persone intrappolate in un inferno. Dobbiamo agire subito.

A te che senti nel cuore la disumanità delle bombe su persone inermi, ti chiedo di aiutarmi.

 

Che il nostro esempio sia d’esempio per tanti.

 

Che il nostro gesto porti in salvo Waseem, Soojood e le loro famiglie.

✨ Ogni contributo, anche piccolo, è un mattone di speranza.

 

Se puoi, sostieni. Se non puoi, condividi.

 

Insieme possiamo fare la differenza e dimostrare che esiste ancora l'umanità.

Un ringraziamento speciale a chi già si è attivato grazie ad un gruppo whatsapp che ho creato ed a Cristina Mantis per aver realizzato questo video di supporto a tempo di record.

Insieme ce la facciamo.

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A Tent for Waseem and His Family

Waseem is a young Palestinian student, raised in a simple and united family of eight. His father, after years of sacrifice, had managed to buy and renovate a house in the southern Gaza Strip: the result of hard work, renunciations, and shared dreams.

Since October 7th, everything has changed.

Their home was bombed, their daily life destroyed. Waseem lived through the trauma of holding a dying relative in his arms, right in front of what once was their front door. From that moment, for him and his family, began an endless escape—with only a few savings in their pockets and constant fear in their hearts.

To survive in Gaza today means to face the impossible: bombings, hunger, thirst, lack of medicine. Two years of destruction have turned life into hell.

Our story with Waseem began by chance on social media: Francesca often followed and commented on pages and stories about Palestine, and one day she decided to write to him on Instagram. From there came the first conversations, the video calls, the sharing of his daily struggles and difficulties. That’s how the decision was made to help him concretely, to not look the other way.

I immersed myself in the horror of Gaza. I felt the need to connect with young people and ordinary people living inside the Strip. By listening closely to their words—their suffering, their fear—I came to perceive above all the horror of a genocide witnessed live. I felt the deep need to go beyond the news and numbers, to give a face and a voice to those who, in that tormented land, are simply trying to live.

That’s how I felt the moral and civil obligation to take a concrete step, trying to help a family living under the bombs, amid destruction and the uncertainty of a tomorrow that is never guaranteed.

I am Francesca Pacelli.

My Instagram contact is F.pacelli, and I put myself, my face, and my voice as a guarantee that every donation collected will truly reach Waseem—a friend, a brother, a son—who has now become part of my family. With him and his son, I share every day the weight of war and the fragile hope of still being able to believe in life.

The situation in Gaza is worsening day by day: the scenarios are apocalyptic, people are trapped in a living hell. We must act now.

To you who feel in your heart the inhumanity of bombs falling on defenseless people, I ask you to help me.

May our example be an example for many.

May our gesture bring Waseem and his family to safety.

✨ Every contribution, even the smallest, is a brick of hope.

If you can, donate. If you cannot, share.

Together we can make a difference.

Let us remain human.