Madonna in Maestà - Sommati di Amatrice

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The story

Sommati di Amatrice – Chiesa della Madonna delle Grazie - Madonna in trono con bambino - Terracotta policroma

La scultura raffigurante la Madonna in trono con Bambino (il Bambino originale era già andato disperso e non è più presente) proviene dalla chiesa della Madonna delle Grazie di Sommati fraz. di Amatrice. A seguito del sisma del 2016 il gruppo scultoreo, collocato in una nicchia sopra l’altare, ha subito importanti danni sia nella struttura che nelle finiture superficiali. Attualmente è conservato presso il deposito Beni Culturali del Corpo della Guardia Forestale di Cittaducale dove è stato provvisoriamente ricomposto. L’opera misura nel complesso cm 220 di altezza, cm 110 di larghezza massima e cm 80 di profondità massima.

 

La scultura è realizzata in terracotta rivestita, dopo la cottura, di strati preparatori, pellicola pittorica e dorature in analogia con le tecniche pittoriche utilizzate per la scultura lignea. La tecnica di esecuzione ha previsto la modellazione della figura intera che prima della cottura è stata svuotata dal retro fino all’altezza della testa della Madonna, quindi tagliata in più parti prima della cottura per evitare i ritiri e le conseguenti spaccature dovute alle alte temperature. I blocchi costitutivi sono:

 

Recto:

 

- Due pezzi per la parte inferiore del corpo con una cesura che divide in due le gambe.

 

- Unico blocco comprendente il busto e la testa della Madonna Verso

 

- due pezzi per la parte bassa del trono

 

- due pezzi per la parte del trono all’altezza del busto della Madonna infine un blocco per la parte sommitale del trono con la conchiglia dorata e la cornice 

RESTAURO BENI CULTURALI

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Stato di conservazione

 

La statua ha subito importanti danni a seguito del sisma del 2016. In linea generale si è risuddivisa nei blocchi costitutivi originali che erano resi solidali con l’applicazione di adesivi strutturali: si individuano in corrispondenza delle linee di cesura dei blocchi stoppa e tela di lino o cotone. Ogni blocco costitutivo presenta, soprattutto sui bordi, scagliature diffuse e perdita di materiale originale. In particolar modo il blocco superiore, conchiglia e parte sommitale del trono, presenta diverse fratture e lesioni, alcune già esistenti e riapertesi a seguito delle sollecitazioni delle scosse sismiche. Molto materiale frammentario è stato recuperato ed è attualmente conservato in attesa di essere ricollocato.

 

La terracotta presenta nello spessore zone di colorazione variabile fino al nero determinate da una cottura non ottimale a cui spesso conseguono caratteristiche di resistenza disomogenea.

 

Alcune parti non sono originali, come ad esempio le mani della Madonna, ripristinate in gesso in interventi di restauro precedenti. Sul retro della statua si osservano estese stuccature di riempimento eseguite con materiali sintetici riferibili ad un restauro relativamente recente.

 

L’osservazione ravvicinata delle superfici policrome, grazie anche alla presenza di mancanze, cadute e fratture, ci ha permesso di verificare la presenza di diverse stesure pittoriche e di dorature sovrammesse all’originale. Il gruppo scultoreo ha evidentemente subito nel corso del tempo almeno tre interventi: si individuano con certezza infatti tre stesure di ridipinture con relativi strati preparatori di colore bianco probabilmente a base di gesso e colla. Tali stratificazioni pittoriche hanno riempito i sottosquadri del modellato annullando o rendendo scarsamente leggibili i particolari plastici del modellato.

Intervento di restauro

 

In una situazione così complessa di sovrammissioni pittoriche sarà necessario verificare, con la maggior precisione possibile, se la quantità di pittura originale sottostante sia tale da giustificare la rimozione degli strati successivi o, in alternativa al recupero dell’originale,

 

qualora questo risulti eccessivamente lacunoso e frammentario, scegliere quale dei livelli

 

sovrammessi portare in vista. L’intervento dunque prenderà avvio da una serie di saggi

 

stratigrafici volti a caratterizzare la quantità dell’originale presente al di sotto delle ridipinture mediante una rimozione controllata e graduale degli strati sovrammessi.

 

Contestualmente alla messa in luce-pulitura delle policromie sarà condotta l’operazione di

 

riadesione di eventuali sollevamenti di pellicola pittorica e doratura e degli strati preparatori con resina acrilica in emulsione o microemulsione in relazione agli spessori da riaderire.

 

Saranno rimossi tutti gli interventi di stuccatura e riempimento eseguiti con materiali non

 

idonei alla conservazione o non accettabili dal punto di vista dell’istanza estetica.

 

Il nucleo in terracotta sarà consolidato con silicato di etile o resina acrilica in soluzione applicati ad impacco o a pennello fino a rifiuto.

La decoesione e polverizzazione della pellicola pittorica saranno risanate tramite un consolidamento eseguito con resina acrilica in soluzione a concentrazioni crescenti. Consolidamento del supporto in terracotta con resina acrilica in soluzione (Paraloid B72) a concentrazioni crescenti (dal 2% al 5%).

 

Il riassemblaggio e l’incollaggio dei frammenti saràeseguito garantendo la reversibilità grazie all’applicazione di uno strato di intervento sulle superfici da riattaccare realizzato con resina acrilica in soluzione ad elevata concentrazione.

 

La riadesione dei blocchi costitutivi sarà realizzata al fine di ridurre il gruppo a due grandi blocchi: il blocco inferiore comprendente le quattro parti relative alle gambe sul davanti e al trono inferiore sul retro; il blocco superiore comprendente il busto della Madonna, i due pezzi del trono superiore e la parte sommitale del trono. In previsione del ricollocamento finale della statua nella sua nicchia originale verrà valutata l’opportunità di riassemblare quest’ultimo pezzo insieme agli altri oppure di lasciarlo libero per movimentare più agevolmente la Madonna e ricollocarlo in situ. Le riadesioni saranno realizzate scegliendo i materiali tecnologicamente più adeguati dopo test degli stessi materiali da scegliere tra resina epossidica tipo Epo121 con indurente in proporzione 5:1 oppure con resine

 

siliconiche. Sarà valutata la necessità di applicare ponti in fibra di vetro sulle superfici non

 

perfettamente aderenti o di rinforzi strutturali sui pezzi di notevole peso realizzati.

 

Durante i lavori ed in base ai dati che emergeranno circa la posizione del bambino originale sarà valutata, in accordo con la D.L., l’opportunità di realizzare un nuovo Bambino da calco di soggetto similare presente sul territorio.

 

La stuccatura delle mancanze di strati preparatori sarà eseguita con amalgama a base di gesso di Bologna e colla di coniglio.

 

La reintegrazione della pellicola pittorica sarà eseguita con colori ad acquerello Winsor & Newton e a Vernice Gamlin nella gamma cromatica di maggiore resistenza agli UV.

 

La protezione finale sarà condotta con vernice Mat a spruzzo.

 

L’opera sarà infine ricollocata con una struttura di sostegno in acciaio antisismica predisposta con sistemi elastici per la dissipazione di forze di oscillazione orizzontali e verticali. Il preventivo di spesa per l’intervento di restauro ammonta a Euro 22.298,00 a cui si applica il 15% di sconto, per un totale di Euro 18.953,00 IVA di legge esclusa.

 

Il preventivo di spesa per la struttura di sostegno antisismica ammonta a Euro 8.500,00 a cui si applica il 10% di sconto, per un totale di Euro 7.650,00 IVA di legge esclusa.