The story

Accoglienza e protezione sono fenomeni non nuovi, ma nuova e imprescindibile è l'esigenza di definire tale fenomeno in termini di specificità del bisogno e dei suoi portatori. La complessità della nuova morfologia sociale non permette di usare paradigmi generali e nella progettualità del Welfare di comunità diventa fondamentale considerare le società di oggi come sempre più complesse, plurali e interagenti. Solo in questo modo può adempiersi la mission del Welfare di comunità: considerare in primis le risorse delle persone e le persone come delle risorse; considerare le risorse materiali e di contesto non come assistenza e scambio ma come rigenerazione della comunità. La crisi del Welfare State non è riconducibile solo alla mancanza di finanziamenti, ma anche allo sviluppo e cambiamento della società occidentale nel suo insieme dove gli utenti di servizi e interventi, sempre più specializzati, reclamano forme di soggettività. Senza questo passaggio di paradigma il rischio è quello di classificare sotto l’emergenza abitativa un bisogno di protezione e accoglienza di una specifica soggettività la cui risposta è propedeutica all’autonomia abitativa ed esistenziale tutta.

Arcigay Centaurus Alto Adige è l’associazione che dal 1993 è riferimento per le persone LGBTI+ in Alto Adige: si impegna per il loro benessere, il riconoscimento dei diritti civili e combatte ogni discriminazione legata all’orientamento sessuale o all’identità di genere. L’associazione è indipendente, apartitica, non confessionale, antirazzista, interetnica e lavora senza finalità di lucro. Le attività di Centaurus sono possibili grazie alle quote associative, ai contributi pubblici ed alle offerte.

Il Progetto Casa-Rainbow-Haus, sviluppato da Centaurus Arcigay, si caratterizza per l'anno 2020 come partenza strutturale dell'accoglienza, costituita dal reperimento della struttura idonea e dalla costituzione e formazione dell’equipe. L’inizio della sperimentazione delle forme di accoglienza, supporto e di accompagnamento saranno valutate dall’associazione che deciderà in merito alle modalità di prosecuzione della stessa per il periodo successivo. Il progetto vuole realizzarsi come primo nodo all'interno delle risposte alle vulnerabilità sociali tenendo aperta la prospettiva di medio e lungo periodo di una stabilizzazione della risposta secondo la logica del sistema integrato dei servizi territoriali della Provincia Autonoma di Bolzano.

La struttura di accoglienza sarà situata in un luogo segreto, questo al fine di tutelare le persone ospitate.

Ulteriori informazioni su https://centaurus.org/it/casa-rainbow-haus/

I contributi

Il progetto è sostenuto da il Comune di Bolzano e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.

 

 

 

F.A.Q

Cos’è Casa Rainbow Haus?

Casa Rainbow Haus è il primo rifugio protetto della regione Trentino-Alto Adige.

 

A chi si rivolge?

Casa Rainbow Haus si rivolge a persone in condizione di vulnerabilità, nello specifico

• I giovani e gli anziani LGBT+

• I migranti e i rifugiati LGBT+

• La seconda generazione di migranti

• Le persone transgender e gender non-conforming

 

A che bisogni risponde?

CRH risponde ad un bisogno di protezione e accoglienza per le categorie sopra elencate.

 

Perché nasce CRH?

CRH nasce dopo che Centaurus Arcigay Alto Adige Südtirol ha riscontrato un sempre maggiore bisogno di tutelare le persone LGBTQIA+. Questo bisogno si è accentuato durante il “lockdown”, che ha visto email e i centralini del servizio di ascolto di Centaurus sempre più carichi di richieste di aiuto.

 

Perché le persone LGBTQIA+ non si rivolgono ai già esistenti rifugi protetti?

Gli attuali rifugi protetti presenti in provincia di Bolzano seguono esclusivamente una logica binaria. Per questo l’associazione Centaurus Arcigay ha deciso di intraprendere un progetto di protezione specifica per le persone della comunità SOGIESC/LGBTQIA+.

 

Quali obiettivi ha il progetto?

Gli obiettivi di CRH sono quelli di garantire primo tra tutti il bisogno primario di una casa. Successivamente accompagna il reinserimento sociale delle persone, promuovendo la loro capacità di resilienza, favorendo l’accesso a risorse materiali e a reti relazionali, favorendo il passaggio a vite adulte e/o autonome, favorendo lo sviluppo di capabilities importanti per sé stess* e l’attivazione dei soggetti per mezzo di attività di orientamento, di riconoscimento di competenze, di rielaborazione della propria vita.