The story

Nella nostra storia, che da piccoli gruppi di persone organizzati in tribù fino alle attuali nazioni, abbiamo avuto diversi tipi di tassazione.

In questo periodo si parla della flex tax che prevede meno aliquote e più basse delle attuali.

Se da una parte pagare meno tasse piace a molti soprattutto se la differenza è notevole, a livello stato meno entrate corrispondono meno servizi.

Meno servizi che se non sono ottimizzati, cioè se ora con un’alta tassazione corrispondono bassa qualità dei servizi ridurre i costi dei servizi senza ottimizzare il sistema servizi porta al fallimento del sistema stato.

Altra negatività della flex tax se non s’interviene sul salario minimo che poi trascina con sé anche la rivalutazione delle attività autonome, il divario tra i molti poveri e i molto ricchi aumenta.

Io personalmente non sono favorevole alla flex tax, senza profonde modificazioni del nostro sistema perché chi ne trarrà vantaggio, saranno i ricchi.

Il mio obiettivo quando penso agli algoritmi per l'equilibrio delle istanze di questa società che io guardo verso un modello di società capitalistica sociale che tramite diversi meccanismi possa ridurre le distanze economiche e sociali tra i due gruppi estremi cioè tra i molto poveri e i molto ricchi e riduce la differenza del salto economico tra i singoli gruppi.

Un indicatore del tipo di società è dato dalla ridistribuzione della ricchezza, in Italia il 10% della popolazione ha il 50% della ricchezza, in altre nazioni sono meno del 10% e in altre sono più del 10% i titolari del 50% della ricchezza.

I miei algoritmi sono elaborati per aumentare la quota che ha il 50% della ricchezza.

Prendendo spunto dalla flex tax voglio parlare della free tax che applicata in una certa maniera possa aiutare ai lavoratori ad avere un maggiore ricavo.

La mia idea si basa che i redditi prodotti all'estero in certe condizioni siano essenti dalla tassazione e questo comporta la possibilità che un maggiore numero di persone può usare questa possibilità.

In pratica chi si trovi a lavorare all'estero con residenza in Italia possa avere condizioni economiche che riducono lo stress del lavorare all'estero.

La raccolta ha lo scopo di divulgare questa idea e in futuro di poter farla diventare legge non solo per l'Italia poiché se applicato da tutte le nazioni, da una parte annulla il vantaggio economico delle nazioni che adottino questo metodo rispetto a quelle che non la adottano, consente dal punto sociale un maggiore scambio lavorativo e perciò culturale tra i singoli stati.