The story

AGGIORNAMENTO 11 agosto 2021 (segue più giù la descrizione del ricorso)

XYLELLA UN’ EMERGENZA IN-FINITA

IL TAR COMINCIA AD ESPRIMERSI

Seguendo i tempi dettati dal procedimento il ricorso, depositato nei tempi previsti il 21 giugno, sta seguendo il suo percorso. Il primo passaggio affrontato e superato riguardava la nostra richiesta di sospensione del Piano contro la Xylella. Il TAR pur rilevando che ormai il periodo dei trattamenti e delle arature obbligatorie era già passato e che quindi in tal senso il Piano non poteva più fare danni, ha dimostrando grande attenzione ai motivi del ricorso e non si è espresso negativamente. Ha ritenuto invece più utile invitare gli apicoltori, per mezzo del loro avvocato, a ritirare la richiesta di sospensione impegnandosi a valutare prima possibile i motivi principali che hanno portato alla presentazione del ricorso. In questa fase la Regione ha depositato a sua difesa una relazione e i sei Decreti con cui il Ministero della Salute autorizzava l’uso dei prodotti chimici previsti nel piano per combattere l’adulto della xylella. Il deposito di questi decreti ad una attenta lettura è apparso da subito dare ragione alle motivazioni degli apicoltori, in tutti i prodotti, infatti, viene evidenziato che sono dannosi per le api e il loro uso non è consentito sulle piante in fase di fioritura. Questi Decreti appaiono un potenziale autogol della difesa regionale, infatti, sembrano attestare come il loro uso sia estremamente pericoloso per la vita delle api confermando la fondatezza del ricorso. Ricordiamo come il Piano regionale obbligava a svolgere il primo trattamento nella seconda metà di maggio, in coincidenza con la fioritura, mentre il secondo nella seconda metà di giugno. La Regione quindi obbligando gli imprenditori agricoli a compiere trattamenti chimici con prodotti dannosi per le api e la biodiversità in genere non ha tenuto conto del principio di precauzione, ha violato le disposizioni contenute nelle etichette ed ha agito in assenza di una istruttoria adeguata ignorando colpevolmente le tassative avvertenze e prescrizioni a tutela delle api e degli insetti impollinatori che si leggono sulle etichette dei pesticidi da lei indicati per combattere la diffusione della Xylella fastidiosa. Riteniamo questa sicuramente una buona notizia per il conseguimento di un giudizio favorevole, ma l’impegno, anche economico, deve continuare, anche perché il TAR Puglia ha fissato l’udienza di trattazione del ricorso per il giorno 13.01.2022 e per quella data bisogna dimostrare le nostre buone ragioni anche attraverso la produzione di nuova documentazione.

 

IL RICORSO DEL COMITATO LA PUGLIA NON SI AVVELENA

Ciao e grazie per esserti concesso due minuti per questa lettura. E' molto importante per tutti noi.

Con il nuovo “Piano di Azione di contrasto contro la Xylella”, approvato dalla Giunta con Delibera numero 538 del 6 aprile 2021, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP n.55 del 20-4-2021), la Regione Puglia ha adottato l’atto amministrativo resosi necessario dopo l’approvazione della Decisione UE 2020/1201 del giorno 14 agosto 2020,

 La nuova normativa europea, che ha abrogato la vecchia Decisione 2015/789/UE, ha segnato un passaggio molto importante, soprattutto nelle parti che hanno:

• reso obbligatori i monitoraggi applicando il metodo Ribess (All. V alla Decisione UE 2020/1201);

• lasciata agli Stati membri la libertà di non abbattere piante di interesse storico, scientifico e culturale;

• e, per toccare il tema che ha fatto nascere il nostro Comitato, l’obbligo di combattere gli insetti vettori del batterio della Xylella fastidiosa con interventi di natura chimica, biologica o meccanica, con l’avvertenza di limitare al massimo quelli chimici.

Orbene, la Giunta regionale della Puglia, con il Piano Xylella 2021, approvato con un incomprensibile ritardo, cioè quando gli insetti vettori non erano più battibili con le buone pratiche agricole, ha stabilito l’obbligo di eliminare attraverso arature, erpicature, fresature, trinciature tutta la vegetazione erbacea spontanea su tutto il territorio regionale per combattere la fase giovanile del vettore della xylella ed, inoltre, effettuare trattamenti con insetticidi per ridurre la presenza degli adulti di sputacchina,

in pratica azioni incoerenti con l’articolo 8 di detto Regolamento di Esecuzione.

Infatti, il citato Regolamento comunitario prescrive di individuare adeguate misure di controllo dell’infezione, e recita che “si dovrebbero privilegiare per quanto possibile le soluzioni non chimiche” – (considerazioni, punto 10).

Le soluzioni individuate dal Piano regionale, oltre che determinare indiscutibili impatti ambientali, non assicurano un efficace contrasto alla diffusione della Xylella. Infatti, l’eliminazione totale della vegetazione spontanea e l’uso di prodotti ad ampio spettro proposti nel Piano agiscono letalmente e indisciminatamente su molti ordini di insetti, inclusi quelli utili. L’immissione di pesticidi e biopesticidi su larga scala si dimostra peraltro non sostenibile nel lungo periodo, come indicato nel Piano in oggetto (Par. 11, p. 19), poiché riduce la presenza di organismi predatori ed antagonisti naturalmente presenti.

Oggi, il Piano di Azione proposto dalla Regione Puglia risulta ingiustificato nel bilancio fra gli incerti benefici associati all’uso dei trattamenti fitosanitari, gli elevatissimi costi ambientali e rischi sanitari.

La Giunta regionale per approvare il Piano in contrasto con varie normative ambientali e senza passare da nessuna procedura di acquisizione di pareri quali Valutazione Ambientale Strategica, Valutazione di Incidenza, ha fatto riferimento ad una presunta deroga, riteniamo ingiustificata, di cui il piano godrebbe. Deroga che è uno degli aspetti oggetto del ricorso.

IL COMITATO La Puglia non si avvelena, in rappresentanza di 54 associazioni territoriali (elenco in Allegato) e più di 5600 cittadini che hanno firmato la nostra petizione su www.change.org/lapuglianonsiavvelena, DENUNCIA, CHE CON LA DELIBERA 538/2021:

è stata imposta l’obbligatorietà dei trattamenti con pesticidi e biopesticidi e la rimozione della vegetazione spontanea, favorendo la riduzione della resilienza non solo di piante e suolo ma di interi ecosistemi, ma anche dei cittadini a malattie, epidemie e cambiamenti climatici, cioè attraverso azioni incoerenti con gli obiettivi della transizione ecologica messi a valore dalla Commissione Europea, dal Governo Italiano e dalla stessa Regione Puglia.

E’ stata ignorata una dichiarazione dell’Assessore Regionale all’Ambiente Ing. Maraschio [1] riguardo il possibile inserimento nel Piano di trattamenti basati su prodotti naturali, la cui efficacia è stata oggetto di uno studio finanziato dall’Unione (POnTE) [14].

NON E’ stata PREVISTA ALCUNA AZIONE PER IL RECUPERO dell’ agro-ecosistema degli ulivi pugliesi (la foresta verde della Puglia, fatta di 60 milioni di piante, spesso millenarie) che assorbono CO2 dall’atmosfera (mentre con la Delibera 538/2021 la Regione continua a volerli eradicare!) [2]

TUTTO CIO’ E’ IN FORTE CONTRASTO CON:

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), in particolare l’obiettivo 15 che mira a proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, combattere la desertificazione, bloccare la perdita della Biodiversità [3].

Gli Obiettivi del Green Deal Europeo, che mira ad azzerare le emissioni di gas serra in atmosfera entro il 2050, mediante azioni di protezione di tutti gli ecosistemi (inclusi gli agro-ecosistemi) e dei servizi ecosistemici [4].

La Nuova Strategia Europea sulla Biodiversità [5]. A livello europeo, infatti, ci sono forti preoccupazioni per le popolazioni delle api e degli impollinatori [6]. Nel suo “Rapporto sulla Biodiversità”, la FAO constata che, a livello mondiale, “molte specie che contribuiscono ai servizi ecosistemici vitali per il cibo e l'agricoltura, compresi gli impollinatori, gli organismi del suolo e i nemici naturali dei parassiti, stanno rapidamente scomparendo”[7]. In base ad uno studio pubblicato da ricercatori dell’Università di Nijmegen, la popolazione degli insetti in Europa è già diminuita nella misura di oltre il 75% [8]. I quattro pesticidi imposti alle imprese agricole operanti in convenzionale (Acetamiprid, Deltametrina, Fosmet e Spinetoram) e i due prodotti imposti alle aziende biologiche (Prevam Plus e Asset Five) hanno un forte impatto sugli impollinatori [9, 10]. Il Piano formulato dalla Giunta Regionale espone a rischio di estinzione in Puglia il patrimonio degli insetti della nostra regione, a partire dai preziosi impollinatori, cioè i primi custodi della bio-diversità del patrimonio arboreo della Puglia, dal cui prezioso e insostituibile lavoro traggono risorse vitali oltre 1234 aziende apistiche!

Gli obiettivi della European Union Health, che mira prioritariamente a proteggere e migliorare la salute dei cittadini [11]. I pesticidi del Piano hanno infatti un forte impatto sull’ambiente, sulla produzione alimentare e sulla salute umana [12].

Gli investimenti delle aziende biologiche e biodinamiche, fiore all’occhiello della Puglia, la cui immagine sarebbe danneggiata dalle misure del Piano, che afferma “In ogni caso, il raccolto successivo al trattamento non può essere commercializzato con riferimento al metodo di produzione biologico.” [p.20, Piano d’Azione 2021].

Gli sforzi di buone pratiche delle piccole aziende non certificate che lavorano senza l’impiego di pesticidi e bio-pesticidi.

Le attività economiche delle zone delimitate, a forte attrazione turistica ed enogastronomica, in quanto perderebbero tale caratteristica.

L’UE sta riconsiderando la direttiva 128/2009 sull’uso sostenibile dei pesticidi [13]

Pertanto, con grande amarezza per una politica fallimentare, che per la salvaguardia del territorio e della sua antica cultura NON sa ancora trovare strumenti adeguati ai tempi ed al progresso scientifico, ma anche con la più grande determinazione a NON assistere al degrado del territorio,

DESIDERIAMO:

abrogare la delibera nr. 538 in data 6-04-2021 per togliere l’obbligatorietà dei trattamenti con insetticidi e l’eliminazione della vegetazione spontanea, agevolando quanto più possibile l’uso di sostanze naturali (per esempio il caolino) già sperimentate [14];

adottare strategie sostenibili per salvare gli ulivi senza eradicarli, in coerenza con il Programma UE “Life Resilience”.

salvare il patrimonio della mandorlicoltura pugliese, che con la Delibera regionale 538/2021 viene condannato a seguire la stessa triste sorte che ha portato alla morte degli ulivi, la cui capacità di resilienza alla batteriosi è stata minata dall’uso sconsiderato di erbicidi, fungicidi, insetticidi, spollonanti, cascolanti e altre sostanze chimiche nocive per il suolo, le piante, l’ambiente e – cosa troppo dimenticata in questa regione – la salute pubblica e la bellezza del paesaggio. Ma i danni alla salute e alla ricchezza del territorio, hanno come conseguenze anche gravi danni alla nostra economia, già gravemente colpita dalla pandemia del Covid-19. In questi giorni, in varie parti della Puglia, stiamo assistendo ad una forte moria di api mellifere Sulla base di analisi preliminari, la letalità dipende dall’uso massiccio di insetticidi associati a fungicidi azolici, tra cui il “Tebuconazolo”, autorizzato dalla Regione Puglia per l’applicazione sui ciliegi IN FIORITURA [15]. Questa autorizzazione si trova in netta contraddizione con la legge regionale nr. 45 del 14/11/2015 [16]. Perseverare in tale autorizzazione implica un aumento della mortalità degli insetti impollinatori. Il Comitato si riserva ogni azione a tutela degli apicoltori, di tutti gli insetti utili e della salute dei cittadini pugliesi.

Per questo, ricorriamo al Tribunale Amministrativo Regionale.

GRAZIE