Sostegno solidale ai 118 contro i manifesti sessisti

Blog Stalker Sarai Tu Diritti Civili & Legalità

The story

Nell'aprile 2019, 118 tra privati cittadini uomini e donne e associazioni in difesa della genitorialità fanno causa alla Regione Lazio per l'esposizione di manifesti pubblicitari del numero 1522.

La contestazione non riguarda l'oggetto pubblicizzato ma il come viene pubblicizzato. Nei manifesti si afferma iperbolicamente che le donne vittime di violenza siano milioni e dunque altrettanti gli uomini carnefici. Numeri destituiti di ogni fondamento. A buon peso, milioni di inesistenti uomini violenti vengono definiti "mezzi uomini". Un messaggio sbagliato, oltraggioso, discriminatorio, che ferisce molte persone e ingenera divisione e conflitto sulla base di palesi esagerazioni.

Contro questo tipo di messaggio si schierano i 118 ricorrenti, molti dei quali uomini impoveriti da separazioni coniugali predatorie, ma anche donne sature che l'immagine femminile venga propagandata come sempre debole e vittima. A fianco a loro, importanti associazioni in difesa della genitorialità e dei bambini.

La giudice del Tribunale di roma però rigetta il ricorso sostenendo che:

- i numeri sono iperbolici ed è normale trattandosi di una pubblicità (poco importa che siano falsi);

- essendo "pubblicità progresso" è tutto accettabile

- il problema sta negli occhi di chi ha visto discriminazione in quei manifesti, soggetti con una idiosincrasia verso la tematica.

Il tutto nonostante il ricorso presentato contenesse ricerche scientifico-statistiche internazionali e nazionali che smentivano alla radice la ragione stessa di quel tipo di messaggio. E forse proprio per questo è arrivato il rigetto.

Che si è accompagnato con una valutazione esorbitante dei costi di soccombenza: più di 11.500 euro per due udienze. La giudice ha applicato, fidando sulla propria discrezionalità, i massimali di una causa giunta a dibattimento. Probabilmente per disincentivare cause del genere in futuro. Così impedendo che venga rivelata la realtà dei fatti contro una narrazione dilagante priva di fondamento.

Parte dei ricorrenti ora è in gravi difficoltà a pagare la propria quota di spese processuali, infinitamente più alte di quanto ci si aspettasse. Serve un aiuto da chiunque creda ancora nella legalità, nella giustizia e nell'equità. Ma soprattutto nella verità delle cose.

Donate quello che potete per evitare che uno o molti finiscano stritolati da una cifra insostenibile.

Grazie per la solidarietà.