La Buona Causa

Quarantatré vittime, 600 sfollati, 281 unità abitative cancellate, un numero imprecisato di persone che hanno perso il posto di lavoro o rischiano di perderlo, due quartieri (Certosa e Sampierdarena) e un'intera vallata, la Valpolcevera, già in grave crisi economica e sociale; aziende e commercio in difficoltà ma anche persone, tante persone che, pur non avendo subito danni diretti, si sono ritrovate a dover ripensare il proprio quotidiano e le proprie abitudini, persone che ogni giorno si sentono dei "sopravvissuti".

È questa l’eredità immediata che il crollo del viadotto autostradale “Morandi” ha lasciato sui luoghi che attraversava e che si innesta su un tessuto cittadino già profondamente compromesso, in termini economici e sociali

Con il progetto Mom si andrà a rendere operativo un luogo virtuale in cui documentarsi e riflettere su quanto avvenuto. Tale luogo virtuale avrà anche la funzione di costituire un attrattore di interesse e uno strumento progettuale per arrivare alla costruzione di un “luogo della memoria” fisico.

Il memoriale virtuale del Mom si costituisce quindi come una piattaforma web  nella quale raccogliere testimonianze, dati, documenti, iniziative, dandogli forma narrativa organica e coerente. Tale raccolta avverrà con il coinvolgimento dei protagonisti e dei soggetti che in qualche modo hanno contribuito a produrre materiali e iniziative. Sarà un coinvolgimento diretto, ove invitati a contribuire con la loro testimonianza (protagonisti, autori, editori, promotori), e indiretto attraverso la mappatura dei documenti già disponibili in rete (storie, immagini, filmati).

 

Contemporaneamente alla realizzazione del luogo virtuale, e anche successivamente al suo lancio, saranno messe a punto una o più azioni di sensibilizzazione finalizzate a coinvolgere le Pubbliche Amministrazioni (Regione, Comune, Municipi) e alcuni soggetti privati (Fondazioni) nel processo di progettazione e realizzazione del vero e proprio “Ground Zero” genovese: quel luogo della memoria nel quale trovare lo spazio per conservare anche una parte di quelle macerie oggi sotto sequestro e a disposizione della magistratura, una volta liberate dai vincoli giudiziari.

Per non dimenticare.