REALIZZIAMO INSIEME LA MIA PRIMA MOSTRA FOTOGRAFICA

Noemi Cognigni Giovani

The story

Durante il periodo della quarantena è accaduto qualcosa di incredibile dentro di me.

Ad un certo punto ho sentito forte l’esigenza di raccontare tutte le suggestioni, le intuizioni, le riflessioni e i miei sentimenti rispetto a quanto successo nel periodo più buio e cruciale del covid-19.

Quello che ho vissuto in quei giorni è stato qualcosa di potente in grado di risvegliare la mia coscienza, di essere umano e di artista.

Come ho accennato nel video, evidentemente aspettavo qualcosa che rompesse veramente tutti gli schemi che mi ero figurata fino ad allora: seppur determinata e indipendente ho sempre creduto che la mia forza potesse fluire attraverso gli altri senza mai credere veramente fino in fondo che ero io, che sono io, l’unica artefice di quanto mi accade. Questo nel tempo mi ha portato ad essere poca fiduciosa delle mie forze e a cercare sempre un aiuto dagli altri credendoli più forti di me.

Il lockdown ha inciso notevolmente sulla potenza di queste suggestioni.

Se non ci fosse stato un fermo completo non mi sarei mai ritrovata faccia a faccia con la mia paura di rischiare. Ed è così, con questo spirito che sono partita all’ ”avventura” del mio viaggio mentale che ha visto la luce in pochissimi giorni di scatti.

Erano i giorni in cui registi famosi facevano appello alla gente comune chiedendo immagini, video, della loro quotidianità. Ho voluto provare cosa significasse per la prima volta avvalersi solo della propria idea, senza credito o intervento alcuno. Io, comune cittadina, io banalmente... donna covid 19.

 

E’ difficile raccontare, mettere in parole, con uno schema chiaro e cronologicamente riepilogativo, quanto accaduto in una volontà fulminea. Sapevo esattamente cosa fare, cosa volevo dire, sapevo da dove volevo partire e non mi sono chiesta neanche una volta dove volessi arrivare.

Sono andata , mi sono buttata nel grande oceano della Vita e mi sono scoperta finalmente libera, libera di poter creare, di dare forma, di partorire qualcosa che resta e resterà per sempre.

Così nasce la mia mostra fotografica sul covid e sul post covid, in cui tento di leggere e interpretare in chiave assolutamente personale, tanto la visione filosofica e concettuale dei temi( molti fra questi legati alla quotidianità ) tanto il riflesso sociale ovvero, quello che in qualche maniera credo sia un cambiamento piuttosto oggettivo di molte realtà dei nostri tempi.

Come ha inciso la “pandemia globale” su di noi? Sul nostro modo di essere, sul nostro modo di guardare alle cose?

Non mi riferisco solo ai posti di lavoro persi, all’economia intorpidita. Mi riferisco ai cambiamenti culturali, alla paura dell’altro, alla stretta di mano che non è più un rito, ai funerali proibiti, come mai era avvenuto prima nella storia dell’umanità.

 

Da attrice e modella, sapendo bene cosa volevo rappresentare e cosa balenava nella mia mente, ho deciso di posare assieme a due persone care che mi hanno accompagnato in scatti di gruppo. Avevo bisogno di chi fosse in grado di mettere a fuoco quello che era solo concetto, avevo bisogno di chi alla parola affiancasse l’immagine. Avevo in casa la persona giusta: mia sorella, a cui sono enormemente legata.

Mjriam ha scattato con grande passione e con grande gusto artistico e ha generato 22 scatti che raccontano appunto, il periodo della quarantena e quello della prima riapertura. Abbiamo cercato di verificare ,in questo secondo lavoro, se e cosa fosse cambiato nelle nostre abitudini, come guardavamo gli altri e come gli altri guardavano noi, il “ distanziamento sociale”, nuove regole di controllo.

Tutto ciò non avrebbe comunque visto la luce se non avessero partecipato mettendo in campo le proprie competenze altre persone meravigliose: mi riferisco a Teresa Fini, giovane fotografa napoletana che ha accompagnato l’iniziativa con alcuni scatti legati al post covid, e a Luciano Ferrara, prestigioso fotografo napoletano che con le sue foto ha girato il mondo.

Luciano in particolare, ha curato la supervisione tecnica e artistica di tutto l’impianto fotografico, mettendoci nella condizione di costruire una mostra con un certo ordine logico senza rinunciare al tocco di guizzo.

 

Avevo l’idea, avevo gli scatti, adesso mancava solo categorizzare i pensieri, perché anche le parole hanno la loro importanza. C’era bisogno di mettere tutto questo in una cornice di pensiero, c’era bisogno che spiegassi e condividessi con gli altri quello che era venuto fuori. Ed è così che ho deciso in ultimo di coinvolgere e chiedere un parere ad un altro grande amico di talento: Francesco Corsi. Era lui secondo me l’uomo giusto per mettere in righe ciò che era pensiero.

Quando Francesco mi ha chiamato per dirmi che il progetto era valido e meritevole del suo contributo, tutto finalmente ha preso forma. Corsi si è occupato di andare a rintracciare le radici filosfiche e di pensiero che ruotano attorno ad ogni singolo tema trattato: ne è venuto fuori un piccolo saggio di immagini e parole che abbiamo curato insieme e che farà parte di un catalogo illustrativo assieme ad opere di altri artisti, soprattutto pittori che interverranno sul tema .

 

L’ ultimo passaggio è stato trovare chi decidesse di osare e puntare su artisti non di nome. Officine Garibaldi, grande centro polifunzionale di Pisa, nella figura di Manuela Arrighi, è stato il primo a crederci e a darci l’opportunità di esporre all’interno di un evento strutturato e pensato ad hoc sul tema.

In questo grande evento che si è aperto il 22 settembre all’interno della struttura, assieme ad artisti di notevole caratura, ci siamo anche noi, piccole ma piene di volontà ed entusiasmo.

 

Dico quindi grazie a Francesco Corsi e ad ArtinGenio di cui è prestigioso rappresentante per aver creduto nella mia idea, a Manuela Arrighi che si è fatta portavoce di un’iniziativa bellissima basata sullo scambio e la condivisione tra gli artisti, a Mjriam e Teresa brave a immortalare i miei pensieri, a Luciano per la sua esperienza e generosità.

 

La mia volontà è portare la mostra in ogni posto mi sarà possibile creando alleanze ed aprendo al confronto. Mi piacerebbe che da mostra fotografica qual è, diventasse una specie di “luogo” di scambio in cui artisti ma anche gente comune possa dire la sua e possa contribuire con la propria arte e il proprio pensiero.

Del resto è qualcosa che tocca direttamente e profondamente tutti quanti noi; questo non è che un piccolo tassello, non è che l’inizio.

Per fare questo ho bisogno del Tuo aiuto. La mostra è autoprodotta e tante sono le spese da sostenere per farla vivere.

Unisciti a me ed aiutami a farla girare in tutta Italia.

Grazie!

Noemi