Per un Archivio Libero del PCI del Mezzogiorno

Infinitimondi General

The story

Questo è l’anno del centenario della fondazione del PCI.

 

Con la Rivista Infinitimondi, Bimestrale di Pensieri di Libertà, www.infinitimondi.eu, edita a Napoli abbiamo deciso di attraversarlo con una iniziativa straordinaria e dedicata.

 

Vogliamo realizzare un grande Archivio libero e costruito con il concorso anche tuo per raccontare le vicende e tenere viva la memoria di una storia, quella del PCI e del movimento del lavoro, che fa tutt’uno con la conquista, la difesa, l’ampliamento della libertà e della democrazia del nostro paese: il tutto da Napoli e con gli occhi del Mezzogiorno.

 

Questa, che è una verità indiscutibile, tende invece ad essere celata, a nascosta, discussa: pur dopo tanti anni dallo scioglimento del PCI questa verità da’ ancora fastidio.

 

A dire il vero, abbiamo già cominciato e sino ad ora abbiamo realizzato, tutto già accessibile:

 

un sito internet, www.centoannipci.it;

 

la digitalizzazione di oltre 2000 negativi fotografici dell’immenso archivio di Mario Riccio, fotografo de l’Unità di Napoli che ci ha lasciati anzitempo;

 

la raccolta di oltre 3000 pagine di quotidiani e riviste;

 

la messa a disposizione di tutto lo spazio per testimonianze dirette dei protagonisti e di coloro che ne conservano la memoria;

 

tre numeri speciali della Rivista Infinitimondi dedicati alla ricostruzione della Storia del PCI a Napoli e in Campania; alle Autobiografie dei Comunisti napoletani, materiale in larga misura inedito insieme all’Istituto Campano per la Storia della Resistenza Vera Lombardi; alle ragioni dell’attualità di una ricerca critica nel presente che si riconnetta alle ragioni espresse dalla cultura politica del PCI;

 

la rimessa a nuovo di materiali video, film e documentari in base ad una intesa con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

 

E stiamo facendo tutto questo unicamente con il contributo volontario.

 

Perché lo stiamo facendo?

 

In primo luogo, ci sembra giusto riconnettere fili di una memoria troppo repentinamente e drasticamente recisi: è anche in questa recisione che si ritrovano cause non secondarie della esposizione della democrazia che stiamo vivendo in questi nostri tempi. Offuscare una intera storia, rimuoverla, come è successo con il PCI dopo l’89, ha comportato anche mettere tra parentesi il cuore di quel processo straordinario di crescita democratica e partecipativa, di libertà, che dalla conquista della pace, anche con il concorso della Resistenza, dopo l’8 settembre del 1943, ha condotto alla Repubblica, alla Costituzione e a una stagione di movimenti sociali di massa senza precedenti nella nostra storia e di crescita civile, di sviluppo dell’intero Paese, di cui il PCI è stato parte, certo non unica, fondante e protagonista.

 

Ripercorrere questa storia, da un luogo privilegiato come una grande realtà come Napoli, significa così, direttamente anche concorrere a ritrovare in questa sorta di spirito delle origini della democrazia, esempi e stimoli utilissimi per il che fare stringente dell’oggi.

 

In secondo luogo,in questo lavoro di rimessa a luce, c’è anche una motivazione che riguarda direttamente la fase tormentata che stiamo attraversando al tempo del Covid.

 

Come in tanti hanno detto, e noi con loro, quello che la Pandemia ha fatto emergere, è stato una rimessa in ordine corretto di ruoli e funzioni della società.

 

Ci siamo accorti d’un tratto che il lavoro vivo, anche quello più umile, è fondamentale e prezioso per la tenuta dell’intera società.

 

Al tempo stesso, in questa vicenda sta emergendo come la tenuta della società in una crisi così inedita, è stata garantita da idee, il ruolo del Pubblico, dello Stato ( quella Sanità che ha retto nonostante i colpi subiti in questi decenni, è stato uno dei frutti di una pur controversa stagione politica, con la Riforma, e per tanti versi la costruzione, del Sistema Sanitario Pubblico nel 1978 ) , e da istituzioni di tutela sociale, a cominciare dallo Statuto dei Lavoratori , che sono il frutto più diretto e immediato di quel grande movimento di emancipazione e liberazione, operaio e del lavoro, femminile e giovanile, sindacale e democratico, animato con grande forza proprio dal PCI e dal meglio delle culture della sinistra, socialiste , democratiche e popolari del Paese. Di tutto questo uno spazio particolare verrà dedicato al rapporto tra Enrico Berlinguer, figura straordinaria e mai troppo ricordata, e la Campania.

 

E allora in questa ‘Storia di tanti ‘ rivedremo anche gli scioperi, le lotte, gli scontri, i soprusi patiti per conquistare diritti nei luoghi di lavoro e nelle politiche pubbliche, nuovi spazi di libertà e liberazione nella società e nei luoghi di formazione.

 

E anche da questo ne viene una lezione per il presente quando emergono in modo clamoroso i limiti e le contraddizioni di un turbocapitalismo finanziario che tutto sacrifica - uomo, donna e natura - sul terreno della ricerca del massimo e rapido profitto.

 

E quelle testimonianze ci diranno, e ci dicono, che anche oggi, quando sembra che l’universo popolare e del lavoro, quello dei saperi, è frantumato e disperso, ridotto quasi a polvere che il vento sospinge in tutte le direzioni, è possibile una strada invece di nuova costruzione di una innovativa trama comune. Anzi, che questa strada è anche urgente. Pena crisi sociali e vitali inimmaginabili. Del resto la stessa Pandemia, a ben vedere, si inscrive in questo ambito.

 

Le lotte e le conquiste di ieri, il ripercorrerle, il tenerne viva la memoria, ci dice quanto sia possibile riproporre oggi una eguale tensione critica per realizzare le conquiste utili per la dignità delle persone oggi, per la loro libertà e liberazione.

 

In una idea di Storia civile del Paese, le lotte per lo Statuto, per la salute in fabbrica, per nuovi diritti al sapere e alla formazione andrebbero raccontati alle giovani generazioni come esempi possibili di una umanità che si riappropri del proprio destino. Andrebbero raccontati nelle scuole.

 

E allora, in terzo luogo infine,in questo lavoro  c’è anche un sentimento di riconoscenza verso queste generazioni, che come quelle della Resistenza, hanno dato tutto, e in tanti casi anche la loro vita, per un bene superiore e comune. Fosse anche solo per questo, varrebbe la pena di impegnarsi in questo lavoro: è quasi un obbligo morale verso di loro.

 

E se poi, come abbiamo cercato di dire, non è solo per questo, beh, allora, tanto meglio!

QUEL CHE VOGLIAMO FARE ORA PER CUI CHIEDIAMO ANCHE IL  TUO CONTRIBUTO  

 

Il materiale raccolto è oramai tantissimo. E allora vogliamo fare ancora di più

 

Vogliamo realizzare ancora :

 

a) almeno altri quattro numeri speciali della rivista dedicati : al Movimento dei giovani contro la camorra che negli anni ’80 si levò da Napoli a Palermo contro il potere delle organizzazioni criminali; al rapporto tra i Comunisti italiani e la questione della Differenza di genere e i movimenti femminili e femministi; alla storia del Movimento operaio e sindacale napoletano e campano, alle sue lotte, ai suoi protagonisti; alla storia di una esperienza di giornalismo dai tratti unici, quella della Redazione napoletana de l’Unità;

 

b) una Mostra a settembre che presenti il meglio di tutti i Materiali che abbiamo raccolto e ne consenta la più ampia circolazione anche attraverso la possibilità di spostarla facilmente in diverse città;

 

c) un Album della Storia attraverso le immagini delle lotte napoletane e meridionali;

 

d) la riorganizzazione del sito centoannipci.it e la sua messa a disposizione si un lavoro di connessione tra diversi Archivi della memoria democratica per la realizzazione congiunta di un vero e proprio Portale della Memoria Condivisa Democratica che consenta l’accesso più libero e la valorizzazione di tanti giacimenti oggi dispersi.

PERCHE’ ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO

 

Si tratta di un impegno che non riusciamo a mandare avanti da soli : tanti hanno nelle loro case, nei loro cassetti, nei loro computer, nei loro cuori memorie di lotte, di vicende, di esperienze che meriterebbero di essere conosciute e valorizzate : vi chiediamo perciò di farci avere qusto materiale prezioso.

 

E poi abbiamo bisogno di coinvolgere anche nuove professionalità capaci di dare a questa gran massa di accumulo di memoria la migliore valorizzazione.

E’ PER QUESTO CHE TI CHIEDIAMO UN AIUTO CONCRETO : anche una piccola cifra può essere preziosa per fare si che di una storia grande non solo non si perda traccia ma sia utile per chiunque voglia conoscerla e soprattutto essere materia viva per costruire con i linguaggi di oggi e delle giovani generazioni quei percorsi di liberazione umana che attendono di essere tracciati nel nostro tempo.

OBIETTIVO DELLA RACCOLTA:10.000 EURO

Mandaci da 10 euro in su: ti invieremo in omaggio uno dei numeri speciali sulla Storia del PCI a Napoli e nel Mezzogiorno.

 

Mandaci da 50 euro in su: ti invieremo uno dei numeri speciali e  l’Album fotografico del centenario.

 

Mandaci da 100 euro in su : ti invieremo con il numero speciale e l’Album fotografico,  il link per scaricare il FILM Conversazioni in Campania. Enrico Berlinguer e la Campania.

 

Mandaci da 200 euro in su : ti invieremo con l’Album e con il link per scaricare il FILM su Berlinguer, la RACCOLTA COMPLETA DEI NUMERI SPECIALI, ALMENO 5, PER I CENTOANNI PCI

 

Mandaci un contributo da Grande Sostenitore di 500 euro e con l’Album, il link per il FILM, i numeri speciali, avrai acquisito il diritto ad un Abbonamento annuale a Infinitimondi