Rifacimento del tetto della Pieve di Molli

Associazione Gruppo di Molli Beni culturali

The story

Il primo documento riferibile alla Pieve di San Giovanni Battista a Molli è costituito da un placito emanato nell’anno 1078 dalla Gran Contessa Matilde di Canossa con il quale venivano donate alla diocesi di Volterra le pievi di: San Giovanni Battista a Molli, San Giovanni Battista a Pernina e San Giusto a Balli.

Da studi effettuati è risultato che la struttura originaria dell’attuale chiesa risalga ad epoca longobarda, mentre il campanile è in chiaro stile romanico e quindi costruito in epoca successiva.

Nel XIV sec. La Pieve assunse notevole importanza anche politica, dal momento che vi fu fondato uno dei comunelli di cui era costituita la Repubblica di Siena, tra l’altro Sozzo Angiolieri, cugino del più famoso Cecco, fu il primo rettore del comune della Pieve di Molli.

Nel XVIII sec. la chiesa subì dei consistenti rimaneggiamenti. In particolare furono rialzate le navate laterali, in origine più basse di quella centrale, sino a far combaciare il colmo dei tetti delle navate laterali con le falde più basse di quella centrale. L’edificio assunse così l’attuale struttura architettonica, salvo per quanto riguarda le prime due campate della navata laterale destra che furono distrutte dalla rovina della parte alta del campanile colpito da un fulmine negli anni venti dello scorso secolo e mai più ricostruite.

Dopo un’intensa vita liturgica, a causa dello spopolamento delle campagne del II dopo guerra, la Pieve restò inutilizzata e abbandonata fin dal 1960. Declino e degrado si impadronirono del luogo, finché nel 1974 iniziò il cammino dell’Associazione Gruppo di Molli. Il percorso intrapreso dall’associazione di volontariato fin da subito ebbe come scopo principale quello di recuperare la Pieve con annessa canonica per adibirla a luogo di accoglienza povera.

Il primo lavoro fatto da noi all’epoca ragazzi fu il recupero del tetto della Chiesa che versava in gravissime condizioni.

Per rendere il lavoro più semplice in modo da poterlo eseguire in totale autonomia e alleggerire la struttura, furono cambiate le travi, i travicelli e sostituita la copertura in cotto con il legno.

Il recupero della canonica e degli annessi ha consentito di ospitare gruppi di famiglie, scout, gruppi parrocchiali, associazioni di volontariato e pellegrini, offrendo agli stessi la possibilità di stare insieme in totale autogestione. In tutti questi anni la struttura è stata utilizzata anche per attività sociali a servizio del territorio.

A causa delle numerose infiltrazioni di acqua dal tetto, siamo stati costretti ad interdire l’utilizzo della Chiesa, dove per la prima volta in 47 anni non è stato possibile nemmeno celebrare la Santa Messa di Natale.

E’ necessario pertanto provvedere con urgenza al ripristino del tetto, anche per evitare che le infiltrazioni danneggino irrimediabilmente l’orditura portante della copertura.

Il progetto di rifacimento è già stato redatto e presentato agli organi competenti. Siamo adesso impegnati a reperire i fondi necessari per la realizzazione dei lavori.

Chiunque fosse interessato a visionare il progetto ed il computo metrico lo può richiedere.

Aiutateci affinché tutto quello che è stato fatto fino ad oggi non vada perduto e resti a disposizione di chiunque né voglia usufruire compreso coloro che ci vorranno supportare.