Richiesta annullamento restituzione premio congedamen

Luca Tartufari Diritti Civili & Legalità

The story

Al Ministro delle Difesa

On. Lorenzo Guerini

Al Sottosegretario di Stato

On. Angelo Tofalo

Al Presidente commissione difesa della Camera

On.

Al Presidente commissione difesa del Senato

On.

Oggetto: richiesta sospensione richiesta restituzione premio congedo

Spettabili Onorevoli,

siamo ex ufficiali dei carabinieri che ritengono di aver subito una grave ingiustizia. Abbiamo servito

l'Arma con disciplina ed onore per 30 mesi e siamo stati mandati a casa come fossimo dei numeri.

Al momento del congedo abbiamo beneficiato di un premio di congedo o di fine ferma, una somma

di denaro tra gli 8.500 e i 10.500 euro, istituito dall'art.38 L. 20 settembre 1980. Ebbene, dopo oltre

6 anni dal congedo l'Arma ne ha preteso la restituzione, ritenendola indebita percezione, per una

diversa interpretazione della norma.

C'è innanzitutto una questione di buon senso e opportunità. Richiedere indietro, dopo 6-8 anni, una

somma che era l'Arma a riconoscere spontaneamente è qualcosa di inaccettabile. Abbiamo

percepito in buona fede per un errore (?) dell'amministrazione, ciò non può essere equiparato a

indebita percezione. Se la richiesta fosse avvenuta a pochi mesi nulla quaestio, ma dopo tanti anni

quei soldi nessuno li ha più; per giunta ognuno ha nel frattempo costruito una famiglia, ha acceso

un mutuo, quei denari è chiaro che non li ha e fa fatica a recuperarli. Qualcuno ha avuto difficoltà

ad avere il mutuo perché quella spesa si aggiungeva alle altre uscite e si superava la linea di

sostenibilità del debito. Da ultimo si aggiungono le difficoltà economiche post Covid-19, che ci

investono come tutti e di cui il Comando Generale dell'Arma sembra non tenere conto poiché

chiede il pagamento puntuale delle rate.

A parte queste considerazioni, abbiamo elementi anche sul merito. La pretesa di restituzione si

fonda su un parere dell' IGOP, Ispettorato Generale Ordinamenti Personale del Ministero

dell'Economia e Finanze. Partendo dalla equiparazione dello stato giuridico ed economico degli

ufficiali in ferma prefissata (AUFP) a quelli di complemento (AUC), sostiene IGOP che se per

questi ultimi il premio di congedo veniva erogato per il periodo di ferma ulteriore e successiva alla

prima, connotato dalla volontarietà, stesso trattamento deve valere per gli ufficiali in ferma

prefissata, identificando quale periodo di volontarietà quello successivo ai 30 mesi. Dunque, la

conclusione di IGOP è che il periodo di 30 mesi è da considerare periodo obbligatorio al pari dei 15

mesi dell' AUC. Questo il nodo intorno a cui ruota tutta la vicenda, che è un pò come il pelo

nell'uovo.

Riteniamo, al contrario, ci siano disposizioni ed elementi, che non sono stati presi in

considerazione, che vanno a confutare questa tesi:

– L'ufficiale di complemento era un periodo di leva, come recita l'art. 22 d.lgs. 215/2001,

comma 1 lettera a) (Gli ufficiali di complemento in servizio di prima nomina possono essere

reclutati fino al 2006, tra i giovani soggetti alla leva). Stessa cosa non può dirsi per

l'ufficiale in ferma prefissata cui si accede per concorso (art.23). Ad ulteriore conferma, ci

sarebbe il fatto che al concorso per ufficiale in ferma prefissata avevano accesso anche le

donne, escluse dal AUC in quanto non soggette a coscrizione obbligatoria. Da qui riteniamo che l'elemento della volontarietà debba caratterizzare tutto il periodo di ferma.

– Il D.lgs. 215/2001, che ha istituito la figura dell'ufficiale in fema prefissta, è anche la legge

che ha ha sospeso la leva militare e regolamentato la trasformazione dello strumento militare

in professionale. La figura dell'ufficiale in ferma prefissata è quindi figlia di questa

trasformazione, non ha alcun senso equipararla all'obbligatorietà della leva. Ai VFB

(volontari in ferma breve), altra figura istituita da questa legge, che fruiscono di una misura

analoga alla fine della ferma, viene ritenuto utile tutto il periodo di ferma.

– Se proprio lo si vuol fare allora il periodo di ferma obbligatoria va considerato 18 mesi (non

30), visto che la stessa norma (art. 24 comma 5-bis) prevede che l'ufficiale in ferma prefissta

poteva fare domanda di congedo a partire dal 18° mese. Dunque i 12 mesi che portano a 30

devono considerarsi utili ai fini del riconoscimento.

Infine c'è un aspetto che rende il tutto ancora più inaccettabile. La pretesa di restituzione delle

somme al lordo quando, al contrario, gli ufficiali hanno percepito il netto. Questo significa restituire

somme più alte di ben 4.000 euro, non pochi spiccioli!

Premesso quanto sopra, i sotto elencati ufficiali chiedono di sospendere questa iniquia restituzione.

Nomi e cognomi Ufficiali