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CONCERTO A SOSTEGNO DELLA RACCOLTA FONDI PER IL GIARDINO DEL RICHINI

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martedì 11 maggio 2021 alle ore 21.00

In streaming dalla Sala degli Affreschi dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, le Alunne e gli Alunni del Collegio si esibiscono a sostegno della raccolta fondi per il restauro del Giardino del Richini, il giardino all’italiana del Collegio.

Un regalo prezioso in occasione dei 460 anni dell’Almo Collegio Borromeo, il collegio universitario di merito più antico d’Italia.

 

IL GIARDINO DEL RICHINI

L’Almo Collegio Borromeo è incastonato in un vero e proprio polmone verde nel centro della città di Pavia. Cuore e nucleo più antico è il giardino secentesco che isola la monumentale e compatta mole del palazzo e, al contempo, ne filtra il rapporto con il tessuto urbano pavese.

Stando alla prima convenzione nel 1563 con l’architetto Pellegrino Pellegrini (1527-1596) a cui Carlo Borromeo affida la progettazione e costruzione del collegio, il viridarium era già previsto, quale logica e armoniosa estensione della struttura dell’edificio. Esso avrebbe completato lo spazio architettonico che, organizzato secondo l’eleganza proporzionale del linguaggio manierista d’impronta romana, si traduce in nobile e luminosa corte interna a doppio loggiato, dialogando, verso oriente con lo spazio aperto della natura

L’ultimazione dell’edificio nel 1586 con la costruzione della terrazza lastricata e balaustrata in pietra (con emblemi borromaici realizzati a scalpello) e della doppia scala di raccordo. Introduzione tra il piano di cortile e loggiato e il livello del giardino sottostante, sarà seguita da una pausa nei lavori in concomitanza con l’apertura ufficiale del Collegio (1588) e la loro ripresa (dal 1616 fino all’ultimo collaudo nel 1629) con l’arrivo di un altro illustre architetto: Francesco Maria Ricchino (1584-1658) incaricato dal cardinale Federico Borromeo – al quale si deve la realizzazione del giardino.

Grazie al suo intervento, si delinea un cannocchiale prospettico che collega l’ingresso occidentale del palazzo con la curva dell’esedra che cinge con grazia il giardino, culminando nella nicchia incorniciata da bugnato rustico della fontana barocca. Prendono forma così le due basse ali di portico che mediano il rapporto tra la fabbrica del collegio e il suo hortus conclusus.

Il giardino è strutturato secondo il gusto del tempo “all’italiana”: è composto da aiuole dalle precise sagome geometriche, specchi di prato bordati da basse siepi di bosso, gallerie vegetali di carpini corredate da panchine, grandi vasi con alberi di agrumi, cespugli di fiori e erbe aromatiche. Il tutto reso possibile dall’elemento cardine di ogni giardino: l’acqua; nel Seicento giungeva qui dal fossato del Castello Visconteo e, attraverso complessi e ingegnosi sistemi di canalizzazione documentati da schizzi e disegni conservati nell’archivio del Collegio, culminava nella fontana barocca della nicchia. Ancora oggi l’acqua compie un doppio balzo prima in una vasca a sarcofago e quindi in una conchiglia lapidea per acquietarsi nella vasca di forma ovale a filo terra. 

Secondo le intenzioni di Carlo Borromeo e del suo successore e primo patrono del Collegio, il cardinale Federico Borromeo, questo spazio doveva fungere - e continua a farlo - da cornice ideale per la concentrazione nello studio, la contemplazione della Bellezza e la meditazione sul Bene, la crescita intellettuale e l’elevazione spirituale. In linea con questo fine il giardino ha mantenuto nei secoli un aspetto elegante e articolato ma anche sobrio.

Il giardino secentesco si qualifica quindi come uno spazio protetto, recintato, destinato alla ricreazione degli alunni del Collegio, che nella bella stagione possono sostare al fresco del portico e all’ombra delle piante, passeggiare, parlare e svagarsi dalle impegnative ore dedicate allo studio.

 

IL CROWDFUNDING

L’intervento di manutenzione necessario alle strutture architettoniche del giardino secentesco mira alla conservazione delle caratteristiche formali di questo spazio e all’esaltazione dei valori di armonia e coerenza visiva tra il palazzo del Collegio e questa sua propaggine, parte integrante della struttura sia da un punto di vista tanto architettonico, sia funzionale e ideale.

 

Semel semper” è una delle espressioni più diffuse tra gli Alunni e gli Alumni dell’Almo Collegio Borromeo. Per sottolineare questo vincolo sempiterno, il Collegio e l’Associazione Alunni lanciano la prima campagna di Donation Crowdfunding per sponsorizzare la manutenzione straordinaria del Palazzo per la Sapienza.

 

Il prestigioso giardino all’italiana che ha accolto passeggiate, studio, sogni e feste di centinaia di alunni oggi ha bisogno del vostro aiuto.

 

Programma del Concerto:

Jean Baptiste Lully, Marcia per la cerimonia dei Turchi. George Friedrich Haendel, Suite in re minore (HWV 437), Sarabanda

VIOLINI Gemma Tortelli, Rebecca Vicini, Annachiara Clementelli, Anna Chen Bijun

VIOLONCELLO Maya Coridori

 

Johann Sebastian Bach, Suite francese n.2 in Do minore (BWV 813 1), Allemanda

PIANOFORTE Rocco Civitarese

 

Franz Joseph Haydn, Trio Londinese in Do

FLAUTO Adriana Mondello

CLARINETTO Mirko Martini

VIOLONCELLO Maya Coridori

 

Franz Joseph Haydn, Duetto in Re (Hob. X 11), Moderato, Minuetto, Trio, Adagio, Var.1

VIOLONCELLO Maya Coridori

VIOLONCELLO Virginia Brizzi

 

Franz Joseph Haydn, Trio n.32 in La (Hob. XV:18), Allegro moderato

PIANOFORTE Rocco Turroni

VIOLINO Rebecca Vicini

VIOLONCELLO Maya Coridori

 

Wolfgang Amadeus Mozart, da Il flauto magico, atto II, scena 1, Aria “O Isis und Osiris”

BASSO Jacopo Piantanida

PIANOFORTE Enrico Bratos

CLARINETTO Mirko Martini

VIOLINO Rebecca Vicini

VIOLONCELLO Virginia Brizzi

 

Ludwig van Beethoven, Sonata opera 14 n.1, Allegro

PIANOFORTE Edoardo Destefanis

 

Wolfgang Amadeus Mozart, dal Don Giovanni, atto I, scena 1, Aria “Notte e giorno faticar”

BASSO Jacopo Piantanida

PIANOFORTE Edoardo Destefanis

 

Franz Schubert, Improvviso in La b op.90 n.4

PIANOFORTE Rocco Turroni

 

Camille Saint-Saëns , da Il carnevale degli animali, n.13 “Il cigno”

VIOLONCELLO Virginia Brizzi

PIANOFORTE Edoardo Destefanis

 

Gaetano Donizetti, da L’elisir d’amore, atto II, scena 7, Romanza “Una furtiva lagrima”

TENORE Daniele Xhani

PIANOFORTE Edoardo Destefanis

 

Fryderyk Chopin, Fantasia-improvviso in Do diesis minore, op. 66

PIANOFORTE Enrico Bratos

 

Giacomo Puccini, da Tosca, atto III, scena 2, Aria “E lucevan le stelle”

TENORE Daniele Xhani 

PIANOFORTE Edoardo Destefanis

 

Claude Debussy, Syrinx per flauto solo

FLAUTO Adriana Mondello

 

Franz Liszt, da Anni di pellegrinaggio, anno 3, “Giochi d’acqua a villa d’Este”

PIANOFORTE Edoardo Destefanis

 

Johann Pachelbel, Canone in re magg.

Ensemble d’archi

 

 

GRAZIE!