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Libreria Lanovecento General

The story

Siamo Elena e Alfredo, e durante questi ultimi e bellissimi tre anni abbiamo avuto occasione di farci conoscere per quello che siamo: due librai a cui non è mai bastato essere soltanto questo, librai. Due persone con il desiderio difficile e concreto di aprire e garantire uno spazio dove sia possibile che accadano degli incontri, con le storie custodite nei nostri libri per bambini ma anche con noi e per noi, con le persone e per le persone che varcando la soglia della libreria per un momento più o meno breve o lungo entrano a far parte della nostra vita, che a noi piace pensare condivisa, partecipata, con-vissuta...

Abbiamo detto, un desiderio difficile e concreto... concreto lo è di certo, ci piace credere di essere diventati un punto di riferimento per la città di Pozzuoli, per i suoi bambini e ragazzi e non solo, una nuova casa, un piccolo snodo reale che offra fiducia e immaginazione, stimolo e divertimento, spazio ai desideri e ai talenti di unni piccoli e grandi.

Abbiamo detto, anche, un desiderio difficile. I desideri, quando sono veri, corrispondono ad un progetto, anche economico, con un suo fondo di rischio, con un suo costo che noi ci siamo assunti e ci impegnamo ad onorare, con convinzione ma anche con una certa fatica. I desideri più belli non hanno bisogno di calarsi nella realtà di ogni giorno, ma a volte si misurano con essa, e per noi è venuto il momento di fare questa onesta considerazione. Il nostro sogno, non possiamo più sognarlo da soli.

Superiamo il primo imbarazzo, come chiamarti? A chi stiamo rivolgendo il nostro pensiero? Ad un amico e agli amici de La novecento? Alla compagnia degli Unni Curiosi?

Se sei arrivato a leggere fin qui ci piace pensare che ti stiamo facendo simpatia. Come in ogni favola arriva il cattivo ed il carico di problemi sembra insormontabile, che fare?

La prima tentazione sarebbe di ritirarci in buon ordine, di arrenderci a quello che, a prima vista, è un doveroso senso del pudore e della responsabilità personale. Però ci domandiamo anche, siamo sicuri che quello de Lanovecento sia un sogno nostro soltanto? Oppure si sta compiendo davvero quello che abbiamo sempre desiderato, di allargare il sogno, di sentirlo tanto nostro quanto di coloro che sono entrati a far parte della nostra storia e della nostra vita? Questa domanda ci invita a parlarti da amico.

Tutti sanno che la vita di una piccola libreria è dura e difficile, soprattutto se sceglie di restare davvero "indipendente", fuori dalle logiche ipercommerciali dei circuiti cosiddetti "maggiori". Per quanto la nostra libreria sia "attiva" e frequentata, i costi di gestione spesso e volentieri si mettono di traverso, assorbendo risorse e preziose energie, e alla lunga le tante difficoltà potrebbero costringerci a battere in ritirata. Ma l'idea di questa ritirata non ci piace per niente. Non ci piace l'idea di lasciare uno spazio vuoto laddove stiamo provando, non da soli, ma con la collaborazione di tante persone belle, a realizzare un luogo di condivisione che sia culturale e sociale, di leggerezza e di impegno, un piccolo presidio di amicizia e di bellezza e,lasciatecela passare pensando ai nostri meravigliosi scatenatissimi unni, di libertà.

A questo punto vogliamo raccontarti una cosa che ci ha fatto sentire bene, è bastato decidere di aprire appena appena la porta a questa nostra riflessione, che subito si è realizzato un primo piccolo miracolo, una piccola conferma che tentare questa strada di resistenza condivisa è giusto e bello... mentre ti scriviamo, anzi, prima ancora che ci decidessimo a scrivere, diversi nostri amici, quelle persone belle di cui dicevamo, che da tempo attraversano il nostro spazio condividendo con noi progetti, pensieri, emozioni e risate, piccoli e grandi problemi e momenti di pura bellezza, sentendosi coinvolti in prima persona hanno iniziato spontaneamente a pensare ed agire per noi, a consigliarci, ad incoraggiarci, mettendosi in gioco, organizzando il loro sostegno, attivando i loro talenti per noi, proponendoci e realizzando iniziative che non solo ci sostengono nel concreto, ma soprattutto ci fanno sentire che non siamo soli...

Che grande bisogno sentiamo di tutto questo! Abbiamo in cantiere tante idee per restare in piedi per questa e tante altre ragioni, intendiamo resistere, schiena dritta e sguardo all'orizzonte, ma per poter continuare il nostro percorso, per poter ancora realizzare questo "desiderio condiviso", abbiamo bisogno del tuo aiuto. Perchè il sogno de Lanovecento possa continuare ad essere difficile e concreto, reale e condiviso, perché i nostri unni curiosi possano continuare a volare, abbiamo bisogno di te.