Telemedicine For Free

Giovanni Fiorillo Health

The story

Secondo il IX Rapporto Rbm-Censis, nell'ultimo anno 19,6 milioni gli italiani, per almeno una prestazione sanitaria, hanno provato a prenotare nel Servizio sanitario nazionale e poi, constatati i lunghi tempi d’attesa, hanno dovuto rivolgersi alla sanità a pagamento, privata o intramoenia. Il Servizio sanitario non è più in grado di erogare in tempi adeguati prestazioni incluse nei Livelli essenziali di assistenza. Transitano nella sanità a pagamento il 36,7% dei tentativi falliti di prenotare visite specialistiche (il 39,2% al Centro e il 42,4% al Sud) e il 24,8% dei tentativi di prenotazione di accertamenti diagnostici (il 30,7% al Centro e il 29,2% al Sud). Il 35,8% degli italiani non è riuscito a prenotare, almeno una volta, una prestazione nel sistema pubblico, perché ha trovato liste d’attesa chiuse. Ciò costringe a rivolgersi al privato anche per effettuare prestazioni necessarie prescritte dai medici. Il 62% di chi ha effettuato almeno una prestazione sanitaria nel sistema pubblico ne ha effettuata almeno un’altra nella sanità a pagamento: il 56,7% delle persone con redditi bassi, il 68,9% di chi ha redditi alti. Sono 13,3 milioni le persone che a causa di una patologia hanno fatto visite specialistiche e accertamenti diagnostici sia nel pubblico che nel privato, per verificare la diagnosi ricevuta. Il 44% degli italiani si è rivolto direttamente al privato per ottenere almeno una prestazione sanitaria, senza nemmeno tentare di prenotare nel sistema pubblico. È capitato al 38% delle persone con redditi bassi e al 50,7% di chi ha redditi alti. La spesa sanitaria privata media per famiglia ha raggiunto quota 1.437 euro. Nella maggior parte dei percorsi di cura gli italiani si trovano a dover accedere privatamente a una o più prestazioni sanitarie. E la necessità di pagare di tasca propria cresce in base al proprio stato di salute (per i cronici la spesa sanitaria privata è in media del 50% più elevata di quella ordinaria, per i non autosufficienti è in media quasi 3 volte quella ordinaria) e all’età (per gli anziani la spesa sanitaria privata è in media il doppio di quella ordinaria). La situazione è aggravata dal costante allungamento delle liste d’attesa (dai 128 giorni per una visita endocrinologica ai 97 giorni per una mammografia). Non è più sufficiente limitarsi a garantire finanziamenti adeguati alla sanità pubblica, ma è necessario affidare in gestione le cure acquistate dai cittadini al di fuori del SSN attraverso un secondo pilastro sanitario. Il progressivo invecchiamento della popolazione e l'aumento delle malattie croniche richiedono un sistema innovativo per mantenere una comunicazione continuativa tra medico e paziente, per un monitoraggio costante dei parametri vitali e della terapia farmacologica (riducendo i rischi legati alle complicanze, il ricorso all’ospedalizzazione e i tempi di attesa).

I fondi raccolti saranno utilizzati per finanziare la realizzazione di un servizio nazionale di Telemedicina, ovvero una piattaforma web che consenta il contatto in tempo reale tra medici e pazienti che non si trovano nello stesso luogo. In particolare, si potranno implementare i servizi di Televisita (visita a distanza tra medico e paziente), Teleconsulto (consulenza a distanza tra due medici) e Teleassistenza (servizi di allarme ed emergenza a domicilio per persone fragili o anziane). I servizi offerti dovranno essere completamente gratuiti e accessibili a tutti. I successivi finanziamenti per la gestione e il mantenimento della piattaforma saranno ottenuti esclusivamente attraverso annunci pubblicitari online. Il sistema così realizzato sarà di supporto alla dimissione protetta ospedaliera, alla riduzione delle ospedalizzazioni dei malati cronici, al minor ricorso ai ricoveri in case di riposo, alla riduzione della mobilità dei pazienti per la ricerca di cure migliori. Riteniamo sia una soluzione significativa e innovativa per rispondere alle carenze del sistema sanitario nazionale, senza ulteriori spese per i contribuenti, la maggior parte dei quali potrà nuovamente vedersi riconosciuto il diitto alla salute.

La Telemedicina porterà il medico a casa del paziente senza richiedere spostamenti; aumenterà l'equità di accesso all’assistenza sanitaria, anche in aree remote (mare, piccole isole, montagna, aree rurali); migliorerà la qualità di vita dei malati cronici. Inoltre, comporterà una riduzione delle spese e un aumento di efficienza del sistema sanitario.