La Buona Causa

A seguito dell'autorizzazione da parte della Regione Emilia Romagna della sopraelevazione della discarica esistente, stralciando questa parte dal progetto complessivo che prevedeva sopraelevazione e raddoppio dell' impianto i cittadini si sono rivolti al TAR ottenendo il riconoscimento delle ragioni portate infatti, nella sentenza n. 16/2018 del Tribunale Amministrativo Regionale ha trionfato la legalità.

La discarica Tre Monti non ha le autorizzazioni necessarie per poter essere sopraelevata.

 

Riportiamo un breve stralcio della sentenza del TAR:

"…Ciò detto, dagli atti di causa si evince chiaramente che il progetto per la realizzazione del 4° lotto, su cui grava uno specifico vincolo, ha seguito un iter parallelo a quello per la realizzazione della sopraelevazione e ciò malgrado la formale separazione dei due interventi. Orbene, tale circostanza avrebbe dovuto condurre la Regione a valutare, ai fini del corretto iter procedimentale, l’impatto ambientale in un’ottica complessiva dell’intervento. Sul punto, costituisce massima giurisprudenziale consolidata quella secondo cui il potere di controllo del Ministero dei beni culturali ai sensi dell'art. 146 del d.lgs. n. 42 del 2004, si estende oltre il dato meramente cartografico del vincolo o di quello fisico del bene tutelato…"

A questo punto, invece di rispettare la sentenza e i cittadini, la Regione Emilia Romagna ha ricorso al Consiglio di stato obbligando i contribuenti a sostenere altre spese per vedere riconosciuto il diritto alla tutela della salute, già il 30 maggio vi sarà l’udienza di sospensiva al Consiglio di Stato che potrebbe, in attesa della sentenza definitiva probabilmente prevista per fine 2018, riaprire la discarica Tremonti.

Chiediamo di VEDERCI CHIARO e di promuovere, come è previsto nei paesi CIVILI E NON “OPACHI” uno STUDIO SANITARIO realizzato e coordinato da un ENTE PUBBLICO PRIVO DI CONFLITTI DI INTERESSE, i vari consulenti di parte potranno far parte di un COMITATO SCIENTIFICO a controllo dello studio e a validazione dello stesso.

 

Questa metodologia di lavoro non potrà che essere accettata da tutti in quanto non si tratta di valutazioni di parte, ma di una semplice e chiara metodologia di lavoro con un profilo scientifico ed etico, accettabile.

Per sostenere il lavoro del Comitato e la costituzione al Consiglio di Stato dei cittadini occorrono risorse che quantifichiamo in 20.000 euro, per questo chiediamo che ognuno di voi, per quanto nelle proprie possibilità, contribuisca con una donazione al raggiungimento di questo fondamentale traguardo.

Grazie.